Cara Agnese ti lascio nel pianto

Documento numero 1724

Modalità esecutiva
Incipit Agnese ti lascio addio
Presentazione
Canzone del repertorio dei cantastorie diffusa principalmente nell'Italia settentrionale a partire dagli anni della Prima guerra mondiale e nota con i titoli: "Cara Agnese ti lascio nel pianto" e "Cara Adele". Il testo si ispira a un fatto realmente accaduto: una donna macchiatasi dei reati di adulterio e infanticidio. Il marito di Adele è costretto a partire lasciandola a casa sola con i figli. In alcune versioni della canzone egli parte per i "confini", in altre per l'America e in altre ancora è un contadino che emigra verso la Francia e il suo nome è Giovanni Montano. Adele rimasta sola si innamora di un altro uomo e uccide i propri figli. Alcune versioni si concludono con il ritorno del marito, il quale, trovando i figli morti, uccide la moglie, ma poi viene liberato.
Testo desunto
(...) Agnese ti lascio addio
per i confini mi tocca partire
ti raccomando i miei cari bambini
spero che presto potrò ritornar
ti raccomando i miei cari bambini
spero che presto potrò ritornar

Ma il suo amante di nome Pierino
che da tre mesi e lui si stancava
una sera mentre l'aspettava
col cuor tranquillo così le parlò
una sera mentre l'aspettava
col cuor tranquillo così le parlò

Cara Agnese non puoi dubitare
che tra tre mesi è qui tuo marito
ed ai tuoi figli sarà riferito
di quell'amore che nutri per me
ed ai tuoi figli sarà riferito
di quell'amore che nutri per me

La va in camera la pensa e ripensa
la va in cucina e la vòl da pensare
ma se dei figli io non ne avessi 
io degli amanti potrei sempre aver
ma se dei figli io non ne avessi 
io degli amanti potrei sempre aver

Da cucina la prende il coltello
la s'avvicina a quel bianco lettino
ha sei anni quel povero bambino
che innocente nel sangue spirò
non ha sei anni quel povero bambino
che innocente nel sangue spirò

La si avvicina a quell'altro lettino
dove riposa la figlia Anita
che risvegliandosi si è impaurita
e in braccio a mamma la figlia spirò
e svegliandosi si è impaurita
in braccio alla mamma la figlia spirò

E poi prende i suoi morti bambini
e li voleva in un fosso gettare
li voleva in un fosso (in giardin) sotterrare
quando alla porta sentì a bussar
e li voleva in un fosso (in giardino) sotterrare
quando alla porta sentì a bussar

Va ad aprire col cuor intenerito
si credeva che fosse l'amante
mentre vede entrare il marito
che le domanda i miei figli dov'è
mentre vede entrare il marito
che le domanda i miei figli dov'è

Vede il sangue che scorre per terra
e un pensiero si affaccia alla mente
se tu tremi la mia rivoltella
se tu non parli ti uccido così
se tu tremi la mia rivoltella
se tu non parli ti uccido così

Già da Pasqua aspettavo il congedo
ma il destino non volle così
al pensare mi sento mancare
amor tu vieni per farmi morir
al pensare mi sento mancare
amor tu vieni per farmi morir

Ti ricordi quand'ero più giovane
tu stringevi al tuo cuore il mio seno
e mi dicevi sei bella mi piaci
tu sulla terra sei nata per me
mi dicevi sei bella e mi piaci
e sulla terra sei nata per me
Schema metrico A10 B10 B10 c10
Integrità no
Note sul documento
Durata 08:23

Rilevazione

In funzione no
Località
Data 1/2/1999
Luogo ed occasione
Informatore ***************
Rilevatore
Fondo / Raccolta
Note sul contesto

Supporto

Tipo e/o segnatura supporto originale
Proprietà supporto originale Elisa Piria
Segnatura supporto archivio 031r, 031a
Localizzazione sul supporto 031r: 00650
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Schedatura

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Data di modifica 12/7/2007

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