I LOLE RUMENI, GLI ORACI SLOVENI E I KUKERI BULGARI SU TELEPACE TRENTO

Trento, 16 e 17 febbraio 2014
Domenica 16 febbraio alle 14.30 e alle 21.50 e lunedì 17 alle 14.25 i film di Michele Trentini
Domenica 16 febbraio alle ore 14.30, in replica alle ore 21.50 e lunedì 17 alle ore 14.25 sono in programma su Telepace Trento (Telepace Regione 2) nell’ambito della rubrica “Cinema d’autore”, i documentari di Michele Trentini “Un giorno ad Agnita”, “Un giorno a Lancova Vas” e “Un giorno a Chelnik”, prodotti dal Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina di San Michele all’Adige, nell’ambito del progetto europeo “Carnival King of Europe”, di cui il Museo è capofila. Si tratta di film girati in Romania, Slovenia e Bulgaria.
“Un giorno ad Agnita” documenta la mascherata dei lole, che avviene nel contesto della parata storica delle corporazioni medievali dei Siebenbürgen sassoni, in Transilvania (Romania). Oggi gli antichi abitanti sassoni che sono rientrati in Germania dopo il 1989 fanno ritorno alla loro antica patria d’adozione per partecipare al rito. I lole, scampanatori mascherati dotati di frusta, guidano la processione e poi partono per il giro di questua che li tiene impegnati per il resto della giornata. Nelle case si ride, si scherza e si canta: obbligatorio è l’inno dei Siebenburgen tedeschi, cantato in tedesco e in rumeno. Dismessa la patina borghese-medievale legata alle corporazioni, il rito riacquista così la sua antica dimensione agraria di villaggio, quello del giro augurale di questua, presente qui come in tantissime altre parti d’Europa.
“Un giorno a Lancova Vas” documenta il rito degli oraci, gli aratori, che si svolge in occasione del carnevale in alcune località della Slovenia nord-orientale, nei pressi dell’antica colonia romana di Ptuj (Poetovium). A Lancova Vas il gruppo è guidato da una vecchia, preceduta dagli schioccatori di frusta, che agiscono prima, durante e dopo ciascuna fermata del giro di questua; seguono i kurenti, animali ancestrali scampanatori che arrivano per spaventare la gente, e infine i kujekj, ieratici e marziali, che mettono in scena di fronte a ogni abitazione l’aratura rituale trascinando un aratro sormontato da un piccolo abete adornato da due pupazzetti che rappresentano una coppia di sposi. Come in altre località d’Europa, l’aratura e il matrimonio per finta rappresentano motivi simbolici centrali nell’ambito dell’antico rito di fertilità.
Il villaggio di Chelnik presso Jambol, al centro delle grandi pianure della Tracia, partecipa della tradizione dei kukeri, diffusa in tutta la Bulgaria centro-orientale. “Un giorno a Chelnik” documenta questa mascherata che avviene durante il carnevale ortodosso, in cui gruppi di giovani, resi irriconoscibili da mascheramenti molto elaborati, accompagnati da qualche suonatore zingaro e da maschere buffonesche, compiono un giro di questua che dura tutta la giornata, tra danze e semplici riti augurali. A fine giornata si ritrovano nella piazza dove, al centro di un ampio girotondo, viene officiato uno sposalizio da un finto prete, e vengono messi in scena l’aratura e la semina, il parto e un augurio rituale.
Un giorno ad Agnita (Romania), di Michele Trentini, MUCGT, 2011, 10′
Un giorno a Lancova Vas (Slovenia), di Michele Trentini, MUCGT, 2010, 15′
Un giorno a Chelnik (Bulgaria), di Michele Trentini, MUCGT, 2008, 13′