2012

Eurorama 2012
L’Europa dei popoli nei festival del film etnografico
Mondi rurali e pastorali
Tra le culture

One Europe of peoples in Ethnographic film festivals
Rural and pastoral worlds
Between cultures

Trento, 29-30 aprile 2012
Trento, 29th-30th April 2012

 

 

Sesta edizione per la rassegna Eurorama, a cura dal Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina, in occasione del sessantesimo compleanno del TrentoFilmfestival. Undici film di notevole qualità provenienti da undici tra i maggiori festival del film etnografico presenti in Europa, per un programma che affronta i temi privilegiati dalla cinematografia documentaria ed etnografica negli ultimi anni: il rarefarsi dei contesti sociali nelle aree montane e rurali del Vecchio Continente, durante la prima giornata; l’intersecarsi continuo delle culture, il rapporto con altri continenti e l’immigrazione, nel corso della seconda giornata. Ancora una volta, lo sguardo partecipe dell’antropologia visuale conduce lo spettatore lungo un viaggio che percorre l’Europa, dalle paludi Audomarois, attraverso Balcani, Carpazi e Urali; nel cuore di villaggi sperduti e in quello metropolitano di Londra, Amsterdam, Torino e Istanbul.

Sixth edition of Eurorama, promoted by the Museum of Usages and Customs of the Trentino people, on the occasion of the sixtieth birthday of the TrentoFilmFestival. Eleven high-quality films from eleven of the greatest ethnographic film festivals in Europe, for a program that addresses the most important themes of ethnographic documentary in recent years: the waning of the social contexts in rural and mountainous area of the Old Continent, on the first day, and the continuous intersection of cultures, the contact with other continents through immigration, on the second day. Once again, the specific outlook of visual anthropology takes the viewer on a journey that covers the whole of Europe, from the Audomarois marshes, through to the Balkans, the Carpathian and the Ural mountains, from the most remote villages to the metropolitan areas of London, Amsterdam, Turin and Istanbul.

Programma

Domenica 29 aprile
Sunday 29th April
Cinema Multisala Modena (viale S. Francesco D’Assisi, 6 – Trento, sala 1)

EURORAMA 6.1
Mondi rurali e pastorali
Rural and pastoral worlds

15.00

FESTIVAL INTERNATIONAL JEAN ROUCH 2011
(Parigi, Francia)
E6TheDogHillMarysina Polana – The Dog Hill, di Grzegorz Zariczny, Andrzej Wajda Studio & Film School, Polonia, 2010, 39′
(Menzione speciale della giuria)

Ogni Sui Carpazi, al confine tra Polonia e Slovacchia, si scorge il fumo che sale dal camino di un rifugio di montagna. Come ogni anno da maggio a novembre, quattro uomini seguono i ritmi della vita pastorale, talvolta parlando anche di donne con un certo umorismo. La loro filosofia di allevatori montanari rivela una profonda umanità.

Four shepherds meet each other during sheep herding far away from home and the comforts of civilisation. They spend many months in the shepherd’s hut, occupied with regular shepherd duties. But nothing brings lonely men closer together than talking, especially about women. They open their hearts before their companions, they share views and experiences, they support each other and quarrel. Their lives are dependent on the seasons’ and nature’s rhythm. In a few months they will meet on the Dog Hill again.

Grzegorz Zariczny è nato nel 1983 ed è cresciuto in una fattoria presso un piccolo villaggio poco distante da Cracovia, dove abita. Nel 2008 ha studiato Regia del Documentario alla Scuola di Regia «Andrzej Wajda». Attualmente frequenta il corso di Regia alla Silesia University di Katowice.

Grzegorz Zariczny was born in 1983 and raised on a farm in a small village not far from Krakow, where he now resides.In 2008 he studied documentary directing at Andrzej Wajda Master School of Film Directing. He currently attends the fourth year in the directing course at Silesia University in Katowice.

RUSSIAN ANTHROPOLOGICAL FILM FESTIVAL 2011
(Ekaterinburg, Russia)
E6NyarmaNyarma, di Edgar Bartenev, St. Petersburg Documentary Studio, Russia, 2010, 42′
(Grand Prix)

Il film narra la quotidianità degli allevatori di renne che vivono nella regione montuosa degli Urali, in Russia. Protagonista è Gosha, un allevatore di 17 anni che nonostante la giovane età possiede un buon numero di renne. Il film rappresenta allo stesso tempo un ritratto del giovane e una riflessione sul destino di un’umanità silenziosa.

Film about the everyday life of reindeer-breeders in polar Ural mountain region of Russia. Protagonist of the film is 17 years old farmer Gosha, who owns in his comparatively little age a rather big deer farm. It’s a film-portrait, film-destiny of the human and the silent melody of a mankind.

Edgar Bartenev è nato nel 1966 e ha per alcuni anni ha svolto la professione di medico. Ne 2001 si è laureato in regia e sceneggiatura a Mosca. Ha diretto due cortometraggi, Gryadki e Vals, quest’ultimo selezionato al Festival di Cannes. Nel 2004 ha vinto al Festival di Clermont-Ferrand il Premio per la Miglior Fotografia con il documentario Odya. Attualmente sta lavorando a un progetto di lungometraggio con il supporto del Festival di Cannes.

Edgar Bartenev was born in 1966. Worked as a doctor for ten years. He studied script writing in Higher School of Cinematography, Moscow. He has directed two short fiction films, Garden beds in 1999 and Waltz (2001), selected at Cannes Film Festival. In 2004 he wins at Clermont-Ferrand IFF the Best Photography Award with the documentary Odya.

17.00

NAFA NORDIC ANTHROPOLOGICAL FILM ASSOCIATION 2011
(Århus, Danimarca)
E6ReturnToTheBrouckReturn to the Brouck. The Audomarois Fenland forty years on, di Colette Piault, Les Films d’Ici, Francia 2011, 52′

Nel 1970 una piccola troupe realizzò un film in 16mm sul lavoro di un gruppo di giovani agricoltori nella regione paludosa del Fenland Audomarois, in Francia. Quaranta anni dopo, la stessa etnologa-cineasta realizza un film negli stessi luoghi. In un ambiente naturale attraversato da molte vie d’acqua, l’orticoltura e l’allevamento rimangono le uniche attività produttive. Tuttavia, il numero di agricoltori è diminuito drasticamente.

In 1970, in collaboration with a group of young Fenlanders, we produced a 16mm-film on their work in the Audomarois Fenland. Forty years later, we follow up with a new film about the Audomarois Fenland. In a natural environment, criss-crossed with water ways, market gardening as well as breeding remain the only productive activities. Nevertheless, the number of Fenlanders has seriously diminished.

Colette Piault è nata a Parigi e ha conseguito il dottorato alla Sorbona nel 1963. Ha svolto ricerche sul campo in Africa occidentale, Francia e Grecia. Il suo primo film, Albertine et Dorcas, è stato girato in Costa d’Avorio nel 1966, mentre stava lavorando ad una ricerca etnografica sotto la direzione di Jean Rouch. Colette Piault è Direttore di Ricerca onorario al CNRS di Parigi. Ha fondato l’Associazione Francese per l’Antropologia Visiva nel 1985, di cui è Presidente.

Colette Piault, born in Paris, received a doctorate at the Sorbonne in 1963. She has conducted fieldwork in West Africa, France and Greece. Her first film, Albertine et Dorcas, was shot in the Ivory Coast in 1966 while simultanously working on a different ethnographic project under the direction of Jean Rouch. Colette Piault is presently honorary Director of Research at CNRS (Paris, France). She created the French Association for Visual Anthropology in 1985 of which she is still President.

19:00

PÄRNU INTERNATIONAL DOCUMENTARY AND ANTHROPOLOGY FILM FESTIVAL 2011
(Pärnu, Estonia)
E6VillageWithoutWomenVillage Without Women, di Srdjan Sarenac, Les Films du Balibari, Francia 2010, 83′
(Premio del pubblico )

Nel sudest della Serbia, in cima ai monti e a quattro chilometri dalla strada più vicina, i fratelli Jancovic cercano di impedire la scomparsa di Zabrdje, uno sperduto villaggio senza donne. Assieme al loro vicino Velimir rappresentano oggi l’intera popolazione di quella che un tempo era una vivace comunità rurale. Il loro amico Danko è riuscito a trovare una splendida moglie al di là del confine con l’Albania. Zoran, il fratello maggiore decide di seguirne l’esempio e di tentare, nonostante Rodoljub, il più giovane, si opponga fermamente: la guerra in Kosovo è un ricordo vicino, serbi e albanesi sono ben lontani dall’essere amici. Riuscirà Zoran a coronare il suo sogno?

In southeastern Serbia, at the top of a mountain that is four kilometres from the nearest road, the Jancovic brothers try to prevent the disappearance of Zabrdje, a remote village without women. With their neighbour, Velimir, they are the only remaining members of what was once a vital rural community. Their friend Danko managed to find a splendid wife from Albania. Zoran, the elder brother, decides to follow his example, despite the fierce opposition of his younger brother, Rodoljub. The war in Kosovo is fresh in his memory and the Serbs and Albanians are far from being friends. Will Zoran succeed in fulfilling his dream?

Srdjan Sarenac si è iscritto al corso di regia alla Academy of Dramatic Arts di Belgrado nel 2000. Ha lavorato e lavora come regista, sceneggiatore e produttore di cortometraggi, documentari, commedie, serie televisive e pubblicità in diversi paesi, come Serbia, Croazia, Bosnia, Olanda e Francia, vincendo numerosi premi a livello internazionale.

Srdjan Sarenac enrolled in film directing at the Academy of Dramatic Arts in Belgrade in 2000. He has worked as a director, screenwriter, and producer of short films, documentaries, comedies, television series, and advertisements in various countries including Serbia, Croatia, Bosnia, Holland and France, and has won numerous international awards.

21.00

ASTRA FILM FESTIVAL 2011
(Sibiu, Romania)
E6OffTheBeatenOff the Beaten Track, di Dieter Auner, Ikandi Productions & Mobra Films, Romania / Irlanda 2011, 87′
(Romanian Documentary Award)

Il film ci introduce lungo l’arco di una anno nella vita di Albin e della sua famiglia di pastori nel nord della Transilvania, in Romania: le attività quotidiane e gli sforzi messi in atto dai pastori per riuscire ad adattarsi ad un mondo nuovo, dove le tradizioni sono gradualmente sostituite da valori più moderni.

The film chronicles one year in the life of Albin and his family of shepherds in the North of Transylvania. In direct-cinema style, this documentary follows their day-by-day routines, and their struggle to adapt to a new world where traditions are gradually replaced by modern values.

Dieter Auner, nato in Romania nel 1970, in è emigrato in Germania nel 1990. Ora vive e lavora in Irlanda, dove ha fatto il montatore e l’operatore per molti cortometraggi. Ha debuttato alla regia con il film Leaving Transylvania, nel 2006. Per realizzare Off the Beaten Track è tornato nei luoghi dove è nato, in Transilvania.

Dieter Auner (1970, Romania) emigrated in 1990 to Germany. He now works and lives in Ireland, where he has worked as editor and cinematographer on several short films. He made his directorial debut with the short documentary Leaving Transylvania (2006). For Off the Beaten Track he again returned to his birthplace, Transylvania.

Lunedì 30 aprile
Monday 30th April
Sala Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto (via Garibaldi 33 – Trento)

10.00
E2CKECarnival King of Europe. Un progetto europeo di antropologia visuale.
A cura del Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina, con il supporto del Programma Cultura dell’Unione Europea.
Presentazione materiali di campo del 2012.
Con Giovanni Kezich, Antonella Mott, Michele Trentini

Carnival King of Europe. A European project of visual anthropology.
by the Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina, with the support of the Culture Programme of the European Union.
Presentation 2012 field materials.
Speakers: Giovanni Kezich, Antonella Mott, Michele Trentini

Cinema Multisala Modena (Viale S. Francesco D’Assisi, 6 – Trento)

EURORAMA 6.2
Tra le culture
Between cultures

14.45

BELGRADE INTERNATIONAL FESTIVAL OF ETHNOLOGICAL FILM 2011
(Belgrado, Serbia)
E6BreathBreath, di Kullar Viimne, Rühm Pluss Null, Estonia, 2011, 59′
(Student Film Award)

Francesko è l’unica donna spazzacamino in Estonia. Cammina di porta in porta, aiutando le persone ad essere più sicure e a far respirare le loro case. Nella sua mente, il respiro e l’anima sono collegati. Francesko è una donna particolare, che segue la sua strada e ama risolvere le cose a modo suo. Un documentario originale, che a volte rende difficile capire se la protagonista stia fingendo oppure no.

Francesko is the only female chimney sweep in Estonia. She walks from door to door, helping people to be safe and their houses to “breathe”. In her mind, breathing and soul are interconnected. Francesko is a peculiar woman, who takes her own path and solves things in her own way. An original documentary, in which it is sometimes difficult to tell whether the main character is acting or not.

Kullar Viimne è nata a Voru, Estonia, nel 1980. Laureata in Scienze Sociali ha continuato i suoi studi alla Baltic Film and Media School e nel 2006-2007 presso la FAMU di Praga. Nel 2008 ha trascorso tre mesi in Uganda dove ha girato il film The Innocent. Come regista o direttore della fotografia ha partecipato a numerosi progetti estoni e internazionali.

Kullar Viimne was born in 1980 in Võru, Estonia. Majored in social work, she continued his studies at the Baltic Film and Media School and in 2006-2007 at the FAMU in Prague. In 2008 he spent three months in Uganda shooting The Innocent. He participated as cinematographer or director in several Estonian and international projects.

BEELD VOR BEELD 2011
(Amsterdam, Paesi Bassi)
E6LivingCommonManLiving Like a Common Man, di Sanderien Verstappen, Mario Rutten e Isabelle Makay, Josaphatpark Productions BVBA, Gran Bretagna e India 2011, 65′

In molti paesi i giovani sognano di andare in Occidente; sperano di guadagnare, di acquisire esperienza e di migliorare la loro posizione nei loro paesi d’origine. Ma una volta giunti all’estero svolgono lavori di basso profilo e vivono stipati in piccole case assieme ad altri immigrati. Il film segue la quotidianità in una di queste abitazioni nell’East London. Tutti i letti sono occupa da giovani Indiani. Sapranno soddisfare i propri sogni e quelli delle loro famiglie?

Youngsters in developing countries all over the world dream of going to the West. They hope to earn money and get overseas experience to improve their positions at home. But once they arrive, they end up in low-status jobs and live crammed into small houses with other newly arrived migrants. This film follows the daily life in one such house in East London. The bunk-beds are filled with young Indians. Will these youngsters fulfil their own and their families’ dreams?

Sanderien Verstappen è ricercatore in Antropologia presso l’Università di Amsterdam. La sua ricerca si occupa principalmente dell’impatto dell’emigrazione nel Gujarat Centrale (India).
Mario Rutten è professore in Antropologia e Sociologia dell’Asia all’Università di Amsterdam. Ha condotto ricerche in india, Indonesia, Malesia e in Europa.
Isabelle Makay è documentarista e antropologo visuale e insegna all’Accademia di Design di Eindhoven. Ha diretto numerosi cortometraggi documentari.

Sanderien Verstappen is a PhD. reasearcher in Anthropology at the University of Amsterdam. Her reasearch project focuses on the impact of emigration and remittances in central Gujarat (India).
Mario Rutten in Professor of Comparative Anthropology and Sociology of Asia at the University of Amsterdam. He has conducted extensive research on rural enterpreneurship and labour relations in India, Indonesia and Malaysia and on Indian migrants in Europe and their linkages with their homeregion in Gujarat, India.
Isabelle Makay is a visual anthropologist/documentary maker and teaches at the Design Academy Eindhoven. She directed several short documentaries.

17.00

DAYS OF ETHNOGRAPHIC FILM IN MOSCOW 2011
(Mosca, Russia)
E6MacedonianIstambulMacedonians in Istanbul, di Elizabeta Koneska, Macedonian Centre for Photography, Macedonia, 2011, 35′

Il film parla dei cittadini di origine macedone, nati a Istanbul. Come lavoratori stranieri, i loro antenati si sono trasferiti a Istanbul nel XIX secolo e all’inizio del XX secolo. Di religione cristiano-ortodossa, organizzano le loro feste e cerimonie in diversi edifici sacri, che in città vengono utilizzati a tal fine. I membri di questa minoranza appartengono a una piccola comunità di persone.

Macedonians in Istanbul is about citizens of Istanbul who are the fifth generation born in the city. As foreign workers, their ancestors from Macedonia moved to Istanbul in the 19th or early 20th century. Christian Orthodox by religion, they observe their festivals and holidays in several sacred buildings. The members of this colony belong to a small community.

Elizabeta Koneska è nata a Skopje (Macedonia) nel 1960. Laureatasi all’Università di Belgrado – Dipartimento di Etnologia, hai poi proseguito gli studi ad Ankara ed Istanbul. Dal 1985 lavora come etnologa al Museo Nazionale della Macedonia, a Skopje.

Elizabeta Koneska was born in Skopje (Macedonia) in 1960. Graduate of the University of Belgrade – Department of Ethnology, she continued his studies in Ankara and Istanbul. From 1985 works as etnologa the National Museum of Macedonia in Skopje.

INTERNATIONAL FILM FESTIVAL ETNOFILM CADCA 2010
(Cadca, Slovacchia)
E6BorderBorder, di Jaroslav Vojtek, LEON Productions, Slovacchia, 2009, 72′
(Premio della Giuria)

Durante la notte del 30 agosto 1946 il paese di Slemence, al confine orientale dell’Europa, è stato diviso in due parti dall’Armata Rossa. Una parte, Slemence Grande, è rimasta in Slovacchia (ex Cecoslovacchia), l’altra è diventata parte dell’Ucraina (ex Unione Sovietica) ed ha ottenuto un nuovo nome: Slemence Piccola. Confine demarcato assurdamente, simile al famoso muro di Berlino, divide possedimenti, il cimitero e le famiglie. Il documentario racconta l’amara esperienza degli abitanti di Slemence, i quali sognano che uno dei confini più controllati dell’Unione Europea, un giorno possa aprirsi.

During the night of August 30, 1946, the village Slemence, on the eastern European border, was divided by the Red Army into two parts. One part, Great Slemence, remained in Slovakia (former Czechoslovakia); the other one became a part of Ukraine (former Soviet Union) and got a new name: Little Slemence. An absurdly demarked border, similar to the famed Berlin wall, which has divided estates, cemetery and families down to the present day. The documentary portrays the bitter experience of the people from Slemence, who on the highest-security border of European Union dreams that this border will soon be opened.

Jaroslav Vojtek è nato a ilina (Slovacchia) nel 1968. Si è laureato in regia del film documentario alla Facoltà di Film e Televisione dell’Università di Bratislava. Nel 1993 ha realizzato il suo film debutto Blind Belief. È regista, cameraman e sceneggiatore di numerosi documentari.

Jaroslav Vojtek was born in 1968, in ilina (Slovakia). He has graduated from the Film and TV Faculty – documentary film direction, University of Performing Arts of Bratislava. In 1993, he made his debut as a film director with the short documentary Blind Belief. He is a film director, cinematographer and screenwriter.

19.00

RAI INTERNATIONAL FESTIVAL OF ETHNOGRAPHIC FILM 2011
(Londra, Gran Bretagna)
E6OtherEuropeOther Europe, di Rossella Schillaci, Azul, Italia 2011, 75′
(RAI Film Prize)

Nel novembre del 2008 circa 300 rifugiati somali e sudanesi occupano una vecchia clinica abbandonata in uno storico quartiere operaio di Torino. La clinica è per loro l’unico rifugio, nonostante l’allacciamento all’energia elettrica sia precario e pericoloso e l’acqua corrente ci sia solo in quelle che erano le vecchie cucine della clinica. Ma i rifugiati sono ben intenzionati a costruirsi qui un’alternativa, impegnandosi in corsi di avviamento al lavoro e nello studio della lingua italiana.

What happens to African migrants once granted political refugee status? Which challenges they will need to face and what are their prospects for a decent livelihood in Italy? Since December 2008, an abandoned clinic in Turin has been squatted by more than 200 refugees, all of whom are legal. Set in a working-class neighbourhood, this five-storey building is now inhabited by Somali and Sudanese refugees.

Rossella Schillaci è nata a Torino nel 1973, ha frequentato la Scuola video «I Cammelli», per conseguire nel 2000 un master in antropologia visuale presso il Granada Center of Visual Anthropology di Manchester. Ha realizzato diversi documentari, tra i quali Pratica e maestria e Viesh, con i quali ha vinto numerosi premi.

Rossella Schillaci was born in Torino in 1973, attended “I Cammelli” Video School and earned a masters degree in Visual Anthropology at the Granada Center of Visual Anthropology in Manchester. She has made several documentaries, including “Pratica e maestria” and “Vjesh”, with which she has won many international awards.

21.00

SIEFF SARDINIAN INTERNATIONAL ETHNOGRAPHIC FILM FESTIVAL 2010
(Nuoro, Italia)
E6MyBeautifuDaciaMy Beautiful Dacia, di Julio Soto & Stefan Constantinescu, The ThinkLab Media/Hifilm, Romania 2009, 74′

My Beautiful Dacia è un’odissea stravagante e umoristica dal comunismo al capitalismo, visto dalla prospettiva di uno dei simboli più carismatici della Romania, l’automobile Dacia. Il film segue diversi rumeni – ricchi e poveri, vecchi e giovani – le cui vite hanno in comune un’autovettura umile, mostrando la trasformazione della società rumena. Questa automobile può essere la risposta ai cambiamenti sociali della Romania?

My Beautiful Dacia is an extravagant and humoristic odyssey from Communism to Capitalism, seen from the perspective of one of Romania’s most charismatic symbols, the Dacia automobile. The film follows several Romanians – rich and poor, old and young – whose lives are interconnected by this humble car, thus showing the present transformation of Romanian society from past to present. Can this car be the right response to Romania’s social changes?

Julio Soto è regista, artista visivo e filmmaker; i suoi documentari sono andati in onda su National Geographic Channel, MDR Germania, Al Jazeera e TVE in Spagna.
Stefan Constantinescu, artista visivo e regista, ha preso parte a diverse mostre presso il Malmö Konstmuseum, il Museo Nazionale d’Arte Contemporanea di Bucarest, al Centro d’Arte Contemporanea di Vilnius, e di recente ha rappresentato la Romania alla Biennale di Venezia.

Julio Soto is director, visual artist and filmmaker; his documentaries have been broadcast on TV channels like National Geographic Channel, MDR Germany, Al Jazeera and TVE Spain.
Stefan Constantinescu – visual artist and film director, had exhibitions in Malmö Konstmuseum, National Museum of Contemporary Art in Bucharest and Vilnius Contemporary Art Centre and represented Romania at the Venice Biennale.