Betlém, 12 dicembre 2010 2 febbraio 2011

betlemBETLÉM. IL PRESEPIO NELLA TRADIZIONE MITTELEUROPEA
12 dicembre 2010 – 2 febbraio 2011
Dalla contea del Tirolo e dall’antico regno di Boemia sono giunti i trenta presepi risalenti al XVIII, al XIX e al XX secolo esposti nella mostra realizzata in collaborazione con il Tiroler Volkskunstmuseum di Innsbruck e il Trebechovické Muzeum Betlému di Trebechovice pod Orebem (Repubblica Ceca).
In Tirolo, il primo presepio venne composto nel 1608 presso la chiesa dei gesuiti di Innsbruck: l’innovazione divenne presto tradizione, diffondendosi nell’intera regione, senza lasciare le navate delle chiese che, con la prima neve, si affollavano di statue rivestite di splendidi costumi. La rievocazione della nascita di Gesù trovò ospitalità nelle abitazioni a partire dalla fine del XVIII secolo, divenendo una componente ineliminabile del Natale tirolese. La grotta della natività veniva collocata, almeno fino alla metà del XIX secolo, sullo sfondo di un paesaggio immaginario; in seguito si affermò uno scenario orientaleggiante, mentre dall’inizio del XX secolo s’introdussero elementi locali che presto conferirono al presepio un’ambientazione alpina.
In Boemia, l’introduzione del presepio avvenne nel 1560 ad opera dei gesuiti presso la chiesa di Santa Maria di Týn, nel centro di Praga. Nel periodo barocco, il presepio s’insediò nelle cappelle dei castelli e dei palazzi dell’aristocrazia e, alla fine del XVIII secolo, trovò ospitalità nelle abitazioni dei borghesi e dei contadini. Nel contempo, il presepio mutò aspetto e s’ingrandì: all’ambientazione orientale si affiancò e poi si sostituì il paesaggio boemo, alle figure tradizionali si aggiunsero artigiani, mercanti, contadini, aristocratici, e popolani impegnati nelle attività quotidiane. Si tratta di un microcosmo che non era solo rievocazione, ma diveniva rappresentazione del significato teleologico della natività.