“Etnografia dell’immaginario. Piccolo museo di arte primitiva”. Mostra di Marco Barina, 16 aprile – 28 agosto 2016

etnografiaImmaginario“ETNOGRAFIA DELL’IMMAGINARIO – PICCOLO MUSEO DI ARTE PRIMITIVA”. Mostra di Marco Barina
16 aprile – 28 agosto 2016

“Le cose hanno vita propria, si tratta solo di risvegliargli l’anima” scriveva Gabriel Garcia Marquez in Cent’anni di Solitudine. Ed è quello che accade agli oggetti utilizzati da Marco Barina per creare un suo personalissimo Museo d’ Arte Primitiva. Utensili e strumenti provenienti dal mondo contadino e artigiano che si trasformano magicamente in corpi, maschere, piccoli idoli e totem.
Le sculture di Barina dialogano con gli oggetti esposti nelle teche del Museo di San Michele all’Adige. Ma contemporaneamente ci spiazzano, ponendoci di fronte a immagini che sembrano emergere da mondi primordiali e al tempo stesso attualissimi. Manufatti di popoli immaginari, anche se in parte riconoscibili.
Un lavoro che ha come elemento costante la rappresentazione della figura umana, tema centrale nell’arte delle società primitive. “Soggetto privilegiato” attraverso il quale culture diverse, anche molto distanti tra loro nello spazio e nel tempo, si sono confrontate con la vita e la morte, la divinità, il potere, la sessualità, la magia, le proprie paure…
Etnografia dell’immaginario è dunque un viaggio nella memoria di forme ancestrali realizzato a partire da zappe, vanghe, ciotole e lavelli. Un percorso pieno di sorprese. Perché, come ha scritto il filosofo Maurizio Ferraris , “Barina trova già fatte delle cose, ma con quelle cose ne crea delle altre, impreviste, bellissime e insieme leggibili e misteriose”.