La generazione dei giganti, 21 gennaio – 1 aprile 2012

La generazione dei gigantiLA GENERAZIONE DEI GIGANTI. GESUITI MISSIONARI E SCIENZIATI IN CINA SULLE ORME DI MATTEO RICCI
24 gennaio – 1 aprile 2012

Nel corso del XVI secolo, i portoghesi tracciarono le prime stabili rotte commerciali dall’Europa alla Cina: le caravelle che volgevano la prua a oriente avide di spezie, seta e porcellana, non tardarono a imbarcare missionari, soprattutto gesuiti, spesso valenti matematici, astronomi e geografi, che seguivano le orme di Francesco Saverio, stroncato dalla malattia, nel 1552, mentre attendeva di superare i confini dell’impero. Il permesso di stabilirsi in Cina fu concesso non prima del 1582, a Matteo Ricci e, nei decenni successivi, a numerosi missionari tra cui Martino Martini, nato a Trento nel 1614.
La mostra, curata dal Centro Studi Martino Martini, si propone di illustrare la personalità di missionario, scienziato, geografo, storico e linguista di Martini e di porne in rilievo il decisivo ruolo di mediazione tra la cultura cinese e la cultura europea. L’attenta ricognizione delle fonti iconografiche, archivistiche e letterarie, si coniuga alla presentazione di opere d’arte, testimonianze della cultura materiale e strumenti scientifici messi a disposizione dal Museo dei mezzi di comunicazione di Arezzo. Si tratta di strumenti risalenti al XVII secolo e impiegati nella navigazione o utilizzati per eseguire rilevamenti astronomici – un telescopio a riflessione, un quadrante astronomico, un notturlabio che consentiva di stabilire l’ora, nel corso della notte, conoscendo la posizione di tre stelle – e di strumenti geodetici quali un grafometro e un teodolite, che consentirono a Martini di rilevare le distanze per la stesura dell’atlante cinese.
L’attenzione dei membri delle classi elevate e della corte imperiale, la cui conversione avrebbe persuaso l’intera popolazione, si poteva attirare disponendo di un’eccezionale preparazione culturale e dando prova di straordinarie conoscenze scientifiche per superare la diffidenza che i cinesi, ritenendosi eredi della civiltà più ricca e progredita, ostentavano nei confronti degli europei.