2009

EURORAMA 2009

L’EUROPA DEI POPOLI NEI FESTIVAL DEL FILM ETNOGRAFICO
i giovani, il lavoro, i fatti della vita…
musica, identità e rito

ONE EUROPE OF PEOPLES IN ETHNOGRAPHIC FILM FESTIVALS
Youth, employment & the facts of life
Music, identity & ritual

in collaborazione con Trento Film Festival

Trento Film Festival

Trento, 26-27 aprile 2009
Trento, 26th – 27th April 2009

Il meglio dei festival etnografici europei dell’ultimo biennio – Londra, Budapest, Gottinga, Nuoro, Joensuu, Sibiu, Manchester Belgrado, Lubiana, Mosca, Amsterdam, Parigi, Tartu, Boltaña – per uno sguardo antropologico su un continente che cambia. Così, a fronte delle categorie ormai tramontate della geopolitica dello scorso secolo, che contrapponevano in termini di valori e disvalori il Nord e il Sud, l’Ovest e l’Est dell’Europa, il nuovo secolo si è aperto sulla prospettiva di un continente unito, o quantomeno ampiamente compattato, anche al di là dell’influsso dei vecchi stati-nazione, e che ha ricominciato a interrogarsi, nello scenario globale del pianeta, sulle ragioni e sui temi fondanti della propria identità. EURORAMA propone Trento e il TrentoFilmfestival, forti della loro centralità geografica e non solo, quale luogo di incontro per una riflessione su questi temi, attraverso l’occhio anticonformista, smaliziato e vigile del cinema di documentazione etnografica. EURORAMA è una carrellata di documentari etnografici di straordinaria qualità, un lungo viaggio da un capo all’altro del continente. Temi comuni a tutto il percorso, in questa III edizione, sono i grandi dilemmi dei giovani, a cavallo tra scuola, mondo del lavoro, incombenti obbligazioni matrimoniali, e i sentimenti comuni del risveglio delle identità, così come vengono espressi nella musica, nei festeggiamenti, nei riti dell’anno.

A selection of the best of European ethnographic film festivals of the last two years – London, Budapest, Göttingen, Nuoro, Joensuu, Sibiu, Manchester, Belgrade, Ljubljana, Moscow, Amsterdam, Paris, Tartu, Boltaña – for an anthropological outlook on a changing continent. Hence, in spite of the waning categories of Europe’s politics in the XX c., that used to firmly oppose in terms of contrasting values the North and the South, the East and the West of the continent, the year 2000 has opened a perspective on a continent once again united, or at least consolidated even beyond the contrasting influences of the old nation-states. One continent which has recently started to ask itself again questions as to the reasons and the founding themes of its own specific identity within the wider global scenario. EURORAMA puts forward TrentoFilmfestival as a central meeting point for a discussion of such themes, following the alert, yet shrewd and unconventional eye of ethnographic film.  EURORAMA is thus a roundup of ethnographic documentaries of extraordinary quality, a long voyage from one end of the continent to the other. Common themes to the whole journey, in this III edition, are on the one hand the great dilemmas that the youth are faced with, from school, to employment to pending marital commitments, and on the other hand the common feelings of the awakening of identities, such as they are expressed in music, in festivities and in yearly rituals

Programma

Domenica 26 aprile
Cinema Multisala Modena (viale S. Francesco D’Assisi, 6 – Trento, sala 1)

15.30

LONDON INTERNATIONAL DOCUMENTARY FESTIVAL 2008
(Londra, Gran Bretagna)
Casa mia, di Debora Scaperrotta, Romania / Italia, Zelig, 2006, 64′

E3Casa miaAlla periferia di Bucarest, due quattordicenni vivono da soli in un appartamento, senza le loro famiglie. Alex e Petronel lottano per far fronte alla vita quotidiana come adulti. In ogni caso, non hanno mai avuto una vera e propria infanzia. Il film segue i due personaggi principali nei loro pensieri e nelle loro memorie delle loro vite passate, trascorse con le loro famiglie e per strada. Il film li accompagna, quando rivelano i loro sogni e in due diverse destinazioni. Alex lotta per realizzare il suo sogno, mentre Petronel fa un viaggio indietro nel tempo, in cerca di amore dalla sua famiglia.

On the outskirts of Bucharest, two 14-year-olds live by themselves in an apartment, without their families. Alex and Petronel struggle to cope with daily life as adults. At any rate, they’ve never been allowed a real childhood. The film follows the two main characters in their thoughts and in their memories of their past lives spent with their families and on the streets. The film accompanies them as they reveal their dreams and set out for two different destinations. Alex struggles to make his dream come true, while Petronel takes a trip back in time, in search of love from his family.

Debora Scaperrotta è nata a Bolzano (Italia) nel 1975. Dal 1998 al 2004 ha lavorato come insegnante con bambini disabili a Bolzano. Dal 2004 al 2007 ha studiato regia presso la Scuola di documentario, televisione e nuovi media di Bolzano.

Debora Scaperrotta was born in Bolzano (Italy) in 1975. From 1998 to 2004 working experience as teacher with disabled children in Bolzano. 2004 – 2007 study of directing at the Zelig School for documentary in Bolzano.

DIALËKTUS EUROPEAN DOCUMENTARY AND ANTHROPOLOGICAL FILMFESTIVAL 2008
(Budapest, Ungheria)
Sugartown: The Bridegrooms, di Kimon Tsakiris, Bi-optic / Anemon, Grecia / Germania, 2006, 59′
(Premio Antropologia Europea)

E3SugartownNel villaggio greco di Zacharo, gli uomini hanno un problema serio. Le donne sono in fuga verso le grandi città, in cerca di lavoro o di uomini da sposare. Il loro astuto sindaco promette agli uomini di trovare delle mogli, per essere eletto nuovamente. Contatta il sindaco della città russa di Klin, il quale riunisce 100 giovani donne in cerca di un marito straniero. Gli uomini di Sugartown partono per un grande viaggio in cerca delle loro futuro spose.

In the Greek village of Zacharo, men have a serious problem. Women are fleeing the area in search of work or marriage in the big cities. Their cunning mayor promises the men to find them wives in order to get re-elected. He contacts the mayor of the Russian town of Klin, who gathers 100 young women looking for foreign husbands. The men of Sugartown start for a great journey to find their future wives.

Kimon Tsakiris (1974) ha studiato cinema in Gran Bretagna, Spagna e nei Paesi Bassi. Presso l’Università di Barcellona, ha prodotto una serie di documentari con il “Team di tecniche e ricerche audiovisive”. Il suo primo film “The Stranger”, un documentario sull’alienazione che porta alla xenofobia, ha ricevuto la menzione speciale della critica cinematografica al “Drama International Film Festival” (2004).

Kimon Tsakiris (1974) studied filmmaking in the UK, Spain and the Netherlands. At the University of Barcelona he produced a series of documentaries together with “The Audiovisual Techniques Research Team”. His first documentary “The Stranger”, a documentary about alienation leading to xenophobia, received a special mention from the film critics at the “Drama International Film Festival” (2004).

18:00

GÖTTINGEN INTERNATIONAL ETHNOGRAPHIC FILMFESTIVAL 2008
(Gottinga, Germania)
Out of school, di Sandra Eckardt, Germania, Università di Göttingen, 2006, 51′
(Primo Premio Sezione Studenti)

E3out of schoolÈ l’ultimo giorno di scuola. Jessica e Len hanno quindici anni. In questo periodo di transizione devono scegliere tra molte possibilità, ma esistono anche molte limitazioni. Il regista segue per cinque mesi entrambi i ragazzi nei loro differneti percorsi: Jessica inizia la formazione per un lavoro, Len frequenta una scuola professionale.

It’s the last school day. Jessica and Len have graduated at 15. In this transition period, they need to choose from many possibilities, but there are also many limitations. For five months, the filmmaker follows both of them on their different paths: Jessica begins a job training, Len attends a vocational school.

Sandra Eckardt è nata nel 1976 a Lipsia (Germania), dal 1994 al 1999 ha studiato ceramica e scultura all’Università di Arte e Design di Halle (Germania); dal 199 al 2007 ha studiato antropologia culturale ed etnologia europea all’Università Gerog August di Gottinga. È filmmaker dal 2004.

Sandra Eckardt è nata nel 1976 a Lipsia (Germania), dal 1994 al 1999 ha studiato ceramica e scultura all’Università di Arte e Design di Halle (Germania); dal 199 al 2007 ha studiato antropologia culturale ed etnologia europea all’Università Gerog August di Gottinga. È filmmaker dal 2004.

SARDINIAN INTERNATIONAL ETHNOGRAPHIC FILMFESTIVAL 2008
(Nuoro, Italia)
Losers and winners, di Michel Loeken e Ulrike Franke, Filmproduktion Loekenfranke, 2006, 80′
(Premio Grazia Deledda)

E3Losers and winnersNella valle della Ruhr, un tempo cuore dell’industria siderurgica tedesca, le acciaierie sono ormai chiuse, destinate a essere smantellate. Gli autori raccontano lo smantellamento dello stabilimento di Kaiserstuhl mescolandosi ai quattrocento operai cinesi impegnati a smontare l’immensa struttura, destinata a essere spedita in Cina, dove tornerà a funzionare. A supervisionare l’opera, 30 degli 800 ex dipendenti della fonderia. Il film documenta l’incontro/scontro tra differenti culture del lavoro, tra la supposta superiorità e diffidenza dei tedeschi, privati di un futuro certo, in opposizione alla totale abnegazione e alle mille speranze degli operai cinesi.

In the Ruhr Valley, once the heart of Germany’s steel industry, the mills are being relocated. The authors recount the closure of the Kaiserstuhl steel mill and its dismantling by 400 Chinese workers as they “package” it for shipment to China where it will be reassembled and put back to work. Supervising the operation are 30 of the mill’s 800 former employees. The film documents the confrontation between two different work cultures: the self-assumed superiority of the Germans, left to an uncertain future, and the total abnegation and hopes of the Chinese workers.

Ulrike Franke è nata a Dortmund (Germania), ha studiato teatro, cinema e televisione, letteratura e storia dell’arte. Dal 1996 lavora come autrice, regista e produttrice, in ambito cinematografico e televisivo. È docente di cinema documentario presso la “International Film School” di Colonia.
Michael Loeken, nato a Neviges (Germania), ha studiato teatro, cinema e televisione a Colonia. Nel 1981esordisce con il documentario „Ich hatte schon begonnen, die Freiheit zu vergessen“. Dal 1982 al 1996 lavora come addetto al suono in produzioni destinate al piccolo e grande schermo, mentre dal 1996 scrive, dirige e produce i propri film.

Ulrike Franke was born in Dortmund (Germany) studied theater, film and TV, literature, and art history. Since 1996 she has worked as film and TV writer, director, and producer. She teaches documentary filmmaking at the “International Film School”, Köln.
Michael Loeken was born in Neviges (Germany) studied theatre, film and TV in Köln. His first film was „Ich hatte schon begonnen, die Freiheit zu vergessen“ (1981). Between 1982 and 1996 he worked as sound mixer on TV and film productions; since 1996 he has written, directed and produced his own films.

20.30

VISCULT FESTIVAL OF VISUAL CULTURE 2008
(Joensuu, Finlandia)
Paradise, three journeys in this world, di Elina Hirvonen, Spagna / Marocco, University of Art and Design Helsinki, 2007, 51′

Autosave-File vom d-lab2/3 der AgfaPhoto GmbHNel primo viaggio siamo lungo la strada dei camion di pomodori diretti ad Almeria, Spagna, dove gli immigrati africani clandestini lavorano nelle serre. Il secondo viaggio ci porta in Marocco, dove sono numerosi gli immigrati disposti a fare qualsiasi cosa per raggiungere l’Europa. Incontriamo Adam, che è sfuggito alla guerra della Costa d’Avorio. Ora vive in clandestinità insieme a molti altri rifugiati e immigrati, nel timore costante di subire violenze da parte delle autorità locali. Il terzo viaggio ci porta attraverso il deserto a Bakary, in un villaggio sul confine tra Mali e Mauritania, dove la desertificazione continua ad avanzare e mette a repentaglio la vita dei suoi abitanti.

In the first journey we travel along the route of tomato trucks to Almeria, Spain, where illegal immigrants from Africa work in greenhouses. The second journey takes us to Morocco, where numerous immigrants are willing to do anything to get to Europe. We meet Adam, who has escaped war in the Ivory Coast. Now he is living in hiding along with numerous other refugees and immigrants and constantly fearing violence from local authorities. The third journey takes us through the desert to Bakary, in a village on the border of Mali and Mauritania where the desert is believed to ruin the possibility of human life in the village.

Elina Hirvonen è giornalista, scrittrice e regista. Il suo primo romanzo, “Quando dimenticai” è uscito nel 2005. Ha studiato Cinema Documentario presso la “UIAH University of Arts” di Helsinki, debuttando con il corto “Three Wishes” (2003). Attualmente vive in Zambia.

Elina Hirvonen is a journalist, writer and film director. Her first novel, “When I Forgot”, was published in 2005. She studied documentary cinema at the “UIAH University of Arts”, Helsinki, and made her directorial debut with “Three Wishes” (2003). She currently lives in Zambia.

ASTRA FILMFESTIVAL 2007
(Sibiu, Romania)
Our Street, di Marcin Latallo, France / Polonia, Agat Films & Cie, 2007, 52′
(Premio Sezione Europea)

E3Our street“La nostra strada” è in Polonia, nella città di Lodz, che è cambiata molto rispetto al periodo del regime comunista. È un luogo dove la vecchia Europa incontra la nuova Europa. Proprio sotto le finestre della casa abitata da una famiglia di lavoratori polacchi, che hanno vissuto lì per cinque generazioni, un investitore francese ha costruito la Manifattura, il più grande centro commerciale e di divertimento dell’Europa centrale. Il centro è stato costruito sulle rovine di un sito industriale, dove tutti i membri della famiglia Furmanczyk, erano abituati a lavorare ai tempi in cui Lodz era considerata la “terra promessa”, una delle città europee più prospere. Il film documenta per tre anni la quotidianità dei Furmanczyks, nel periodo in cui la Polonia aderisce all’Unione Europea e in cui viene aperto il centro commerciale. La difficoltà quotidiane e pochi momenti di felicità in un mondo di confusi cambiamenti economici.

“Our Street” is in Poland, in the city Lodz, which is far from what it used to be during the communist regime. It is a place where Old Europe meets New Europe. Right under the windows of the apartment inhabited by a Polish family of workers, who have lived there for five generations, a French investor built the Manufaktura, the largest shopping and entertainment centre in Central Europe. The centre has been built on the ruins of an industrial site, where all the members of the Furmanczyk family used to work in the times when Lodz was considered „the promised land”, one of the most prosperous European cities. The film documents the life of the Furmanczyks for three years, covering the period of Poland’s adhering to the EU and the opening of the centre. There is every-day struggle and few moments of happiness in a world of confusing economic changes.

Marcin Latallo è nato a Varsavia, Polonia, nel 1967. Direttore, produttore e cameraman, ha studiato regia presso la “Scuola Nazionale di Cinema” e cinematografia presso la “Scuola di Cinema di Lodz”. Ha collaborato con Andrzej Wajda, Agnieszka Holland e Krzysztof Kieslowski. Ha diretto cortometraggi e documentari.

Marcin Latallo was born in Warsaw, Poland, 1967. Director, producer and cameraman, studied directing at the “National Film School” and cinematography at the “Lodz Film School”. Collaborated with Andrzej Wajda, Agnieszka Holland and Krzysztof Kieslowski. Directed short films and documentaries.

RAI INTERNATIONAL FESTIVAL OF ETHNOGRAPHIC FILM 2007
(Manchester, Gran Bretagna)
Every good marriage begins with tears, di Simon Chambers, Gran Bretagna, Simon Chambers Film, 2006, 62′
(Premio Royal Anthropological Institute)

E3Every GoodLondra. Shahanara, una ragazza musulmana, si sta cambiando i pantaloncini rosa con un abito saree, perché deve incontrare il marito all’aeroporto. Precedentemente l’ha incontrato una sola volta, quando si è sposata con matrimonio deciso dalla sua famiglia, originaria del Bangladesh. Shahanara ha accettato il matrimonio solo per cercare di rimarginare le ferite che aveva avuto con suo padre, che l’aveva bandita dalla famiglia per i suoi costumi occidentali. È un film su una famiglia inglese mussulmana, assai rivelatore anche perché il regista conosce da tempo le protagoniste.

London. Muslim girl Shahanara is changing from pink hotpants into a saree, to meet her husband at the airport. She has only met him once before, when she was married in a union arranged by her Bangladeshi family. Shahanara only agreed to the marriage to try and heal old wounds with her father, who had banished her from her family for her Western ways. This is a film about a British Muslim family, made all the more revealing because of the filmmaker’s long standing friendship with them.

Simon Chambers si è formato presso la Scuola Nazionale di Film e Televisione (Gran Bretagna). Il suo film di diploma ‘”The Company We Keep” ha vinto il Premio per il Miglior Documentario realizzato da studenti, alla “Royal Television Society”, mentre il suo cortometraggio ‘”Playing Dead’” è stato selezionato a Cannes. “Ogni buon matrimonio comincia con Tears”, una produzione completamente indipendente, dato in prima assoluta al Doc/Fest 2006 e mostrato in più di trenta festival internazionali, ha vinto numerosi premi.

Simon Chambers trained at the National Film and Television School (United Kingdom). His graduate film ‘The Company We Keep’ won the Royal Television Society Best Student Documentary Award, while his fiction short ‘Playing Dead’ was selected for Cannes. ‘Every Good Marriage Begins With Tears’, a completely independent no-budget production, premiered at Doc/Fest 2006 and has shown at over thirty international festivals, won a handful of prizes.

Lunedì 27 aprile
Sala Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto (via Garibaldi 33 – Trento)

10.00
E2CKECarnival King of Europe. Un progetto europeo di antropologia visuale a cura del Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina, con il supporto del Programma Cultura dell’Unione Europea.
Presentazione del sito internet www.carnivalkingofeurope.it e di materiali di campo del 2009.
Con Giovanni Kezich, Antonella Mott, Michele Trentini

Carnival King of Europe. A European project of visual anthropology by the Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina, with the support of the Culture Programme of the European Union.
Presentation of website www.carnivalkingofeurope.it and 2009 field materials. Speakers: Giovanni Kezich, Antonella Mott, Michele Trentini

Cinema Multisala Modena (Viale S. Francesco D’Assisi, 6 – Trento)

15.30

INTERNATIONAL FESTIVAL OF ETHNOGRAPHIC FILM 2008
(Belgrado, Serbia)
A Shout Into the Wind, di Katja Gauriloff, Finlandia, Oktober Oy, 2008, 55′
(Primo Premio del Festival)

E3A shout into the windIl film si svolge nelle terre remote della popolazione dei Sámi Skolt della Finlandia, nella regione del lago Sevetti, una striscia di laghi lunga sessanta chilometri, che unisce la popolazione dei Sámi. Questo documentario racconta la lotta di una famiglia per mantenere il delicato equilibrio tra conservazione delle tradizioni culturali, sopravvivenza economica e rapida modernizzazione all’interno della loro comunità. La colonna sonora intreccia perfettamente passato e presente in questo delicato e stimolante ritratto di una famiglia unita nell’amore reciproco.

The film unfolds in the remote land of the Skolt Sámi people of Finland, in the Lake Sevetti region, a 60km string of lakes that link the Sámi people together. This documentary tells one family’s struggle to maintain a delicate balance between preserving cultural traditions, economic survival and rapid modernization within their community. The evocative musical score seamlessly interweaves past and present in this sensitive and thought-provoking portrayal of a family united in their love for their one another.

Katja Gauriloff è nata a Inari, nel nord della Lapponia, dove la nonna è una nota narratrice tradizionale Skolt Sámi. Ha studiato cinema presso la “Scuola d’Arte e Media di Tampere”. “A Shout in the Wind” è il suo primo film documentario.

Katja Gauriloff was born in Inari, Northern Lapland where her grandmother is a famous Skolt Sámi traditional storyteller. She studied film at the “Tampere School of Art and Media”. “A Shout into the Wind” is her first documentary film.

DAYS OF ETHNOGRAPHIC FILM 2008
(Lubiana, Slovenia)
La repubblica delle trombe, di Stefano Missio e Alessandro Gori, Italia / Serbia, Produzione Stefano Missio, 2006, 48′

E3La repubblica delle trombeGvozden Rosic, capo orchestra di un gruppo di suonatori in un piccolo paesino agricolo nel cuore della Serbia, si prepara alla più grande competizione di ottoni d’Europa. Usata per suonare l’attacco in guerra, la tromba ha perso la sua valenza militare ed è diventata parte integrante della vita del popolo serbo, suonando per la nascita di un bambino, per l’inaugurazione delle nuove case fino ad accompagnare il morto nel suo ultimo viaggio.

Gvozden Rosic, chief of a small orchestra in a small rural village in the heart of Serbia trains for the hugest brass competition in Europe. Used to launch the attacks in the wartime, the trumpet lost its military significance to become an emotional part of the life of Serbian people; it is played when children are born, when people move to their new house but it also escorts the deceased in his last trip.

Stefano Missio è nato a Udine nel 1972, ha studiato cinema alla Sorbona di Parigi e si è diplomato al “Centro Sperimentale di Cinematografia” di Roma; da allora ha realizzato vari documentari, tra i quali “Quando l’Italia non era un paese povero” e “Scusi, Dov’è il Nord Est?”. Dall’autunno del 2000 è il direttore di www.ildocumentario.it, noto sito internet dedicato al film documentario in Italia. Vive e lavora a Parigi.
Alessandro Gori è nato a Udine nel 1970, si è laureato in Lingue e Letterature Straniere (Portoghese, Catalano, Castigliano) all’Università “Ca’ Foscari” di Venezia con una tesi su “Musica Popolare e Società in Brasile durante la Dittatura Militare. Chico Buarque e Caetano Veloso”.

Stefano Missio was born in Udine in 1972, he studied cinema at “Sorbonne” in Paris and he graduated at “Centro Sperimentale di Cinematografia” in Rome; since then has made various documentaries, amongst them “Quando l’Italia non era un paese povero” and “Scusi, dov’è il Nord Est?”. Since Autumn, 2000 he is the director of www.ildocumentario.it, an known internet web site about documentary film in Italy. He lives and works in Paris.
Alessandro Gori was born in Udine in 1970, he graduated in “Foreign Languages and Literatures” (Portuguese, Catalan, Castilian) at “Ca’ Foscari” University in Venice with with a thesis about “Popular Music and Society in Brazil during the Military Rule. Chico Buarque e Caetano Veloso”.

18.00

MOSCOW INTERNATIONAL FESTIVAL OF VISUAL ANTHROPOLOGY 2008
(Mosca, Russia)
Dancing for the camera, di Petr Hajn, Repubblica Ceca, Direct Film s.r.o, 2007, 57′

E3Dancing for the cameraQuesto film rappresenta un eccezionale studio documentaristico sul fenomeno delle danze delle spade, tradizione conservata fino ad oggi in diversi paesi europei. Il film trae origine dal lavoro del noto etnologo moravo Frantisek Posp?sil. Gli autori hanno acquisito le copie contenenti del materiale ancora inedito sulle danze delle spade in Europa, girato da Frantisek Posp?sil probabilmente tra il 1920 e il 1926. Il film si basa sul confronto tra il materiale degli anni Venti e quello relativo alla realtà odierna. Protagonista del film è anche František Posp?sil, che durante la crisi economica viaggiò attraverso l’Europa e realizzò i suoi film con un equipaggiamento piuttosto pesante.

The documentary film is a unique documentary study of phenomenon of sword dances, tradition preserved up to now across European countries. The film arises from the work of famous Moravian ethnologist Frantisek Posp?sil. The authors gained the copies contained an unpublished editing of sword dances in Europe shot apparently at a time from 1920 to 1926 by Frantisek Posp?sil. The archive shots from the twenties confronted with contemporary reality form the first backbone of the documentary film. The second backbone of the document is formed by the person of Frantisek Posp?sil, the film enthusiast who at the time of the culminating economic crisis travels across Europe and makes his film records with a heavy film equipment.

Petr Hajn è nato nel 1963 a Plzen, in Repubblica Ceca. Si è laureato all’università di Masaryk a Brno e all’Accademia d’arte (film documentario) di Praga. Ha lavorato come fotografo free-lance, assistente alla regia per società televisive private di Brno e di Praga, e come regista per la Televisione Ceca, per la RAI, per la ZDF e per ORF. Dal 1993 è il titolare della “Direct Film“ (società di produzione indipendente).

Petr Hajn was born 1963 in Plzen. He graduated from the Masaryk University in Brno and the Prague Academy of Art (documentary film studies). He worked as free lance photographer, director assistant for private production companies in Brno and Prague, then as a director for Czech Televizion, RAI, ZDF and ORF. Since 1993 he is the owner of Direct Film (independent production company).

BEELDVORBEELD DOCUMENTARY FILMFESTIVAL ON CULTURE AND REPRESENTATION 2008
(Amsterdam, Paesi Bassi)
The Brassy Bands, di Cornel Georghita, Romania / Francia, SC Gheorghita Srl, 2007, 52′

E3The brassy bandsAll’inizio del secolo scorso, i contadini rumeni scoprirono la musica solenne delle bande militari, quando andarono nelle città. Furono così colpiti, che vollero avere delle fanfare nei loro villaggi. Con l’arrivo dei comunisti, queste fanfare popolari vennero invitate a partecipare ad eventi ufficiali. Il regime confiscò la terra ai contadini, costruì immensi complessi industriali e molti di loro divennero operai nelle fabbriche. La fanfare divennero un simbolo del benessere della gente e della fratellanza tra contadini e operai. Con la caduta del regime comunista, molte fabbriche cominciarono a chiudere…

At the beginning of the last century, Romanian peasants discovered the solemn music of the military bands when they went into the cities. They were so impressed by these that they wanted to have brass bands in their villages as well. With the arrival of the communists, these popular brass bands were invited to participate at official events. The regime confiscated their land, built immense industrial complexes and many of the farm-workers became factory workers. The brass bands then became a symbol of the people’s well-being and the brotherhood between the farm and factory workers. With the fall of the Communist regime, many factories closed down…

Cornel Gheorghita ha lavorato come fotoreporter per diverse riviste di Bucarest e dal 1985 al 1989 come ingegnere per il “Centro di Cinema” di Bucarest; ha prodotto (e girato) fiction e documentari. Nel 1990 è emigrato in Francia. Dal 2001 è insegnante presso la “Scuola per l’Audiovisivo – ETPA”. Tra i suoi film “Masquerades”, “Eh Joe”, “Farewell to love”, “Luna Porc”, “The Day Begins at Night”, “The Wreck”.

Cornel Gheorghita worked as a photo reporter for several magazines in Bucharest and from 1985 to 1989 as an engineer for “Cinema Centre” in Bucharest; produced (as well as filming) fiction & documentaries. In 1990 he emigrated to France. Since 2001 he is a teacher at “ETPA – School for Audiovisual”. Selective Filmography: “Masquerades”, “Eh Joe”, “Farewell to love”, “Luna Porc”, “The Day Begins at Night”, “The Wreck”.

20.30

JEAN ROUCH FESTIVAL 2008
(Parigi, Francia)
Vjesh, di Rossella Schillaci, Italia, Palomar, 2007, 57′
(Premio Nanook / Jean Rouch)

E3VieshLe donne di San Costantino e San Paolo Albanese, in Basilicata, cantano con la loro voce acuta e lacerata. Cantano gli antichi vjeshet, tramandati di madre in figlia, che  raccontano la fuga degli albanesi rifugiatisi nell’Italia meridionale cinque secoli fa. Ma sono anche un modo per alleviare la fatica del lavoro nei campi, cantando “di rimbalzo” da un colle all’altro. Nel 1954 l’antropologo Ernesto De Martino organizzò una spedizione in Lucania per registrare i “vieshet”. Storie di donne coraggiose e ironiche, storie di emigrazioni e di ritorni raccontate nello spazio di un’estate, attraverso incontri semplici e quotidiani che svelano i ricordi, le gioie e le difficoltà della vita di ognuna di loro.

The women of San Costantino and San Paolo Albanese, in the Basilicata, sing with their acute and lacerating voices. They sing the olden “”vjeshet”, passed down from mother to daughter, that tell of the flight of refugee Albanians to southern Italy five centuries ago. But they are also a means of release to alleviate the fatigue of working in the fields they “bounce” songs from one hill to another. In the 1954 the anthropologist Ernesto De Martino organised an expedition into the hinterland of Lucania to record the “vjeshet”. Stories of courageous and ironic women, stories of emigration and return told during the passage of a summer, through simple and daily encounters that awaken memories, the joy and hardness of lives of everyone of them.

Rossella Schillaci è nata a Torino nel 1973, ha frequentato la Scuola video “I Cammelli”, per conseguire nel 2000 un master in antropologia visuale a Manchester. Lo stesso anno dirige il suo primo cortometraggio, “Assuntami” e poi “Pratica e Maestria” (2005) che vincono diversi premi. È stata assistente alla regia in produzioni Rai e Endemol, mentre nel 2004 ha realizzato in India il documentario televisivo “Living Beyond Borders”.

Rossella Schillaci was born in Torino (Italy) in 1973, attended “I Cammelli” Video School and earned a masters degree in Visual Anthropology at Manchester in 2000. She made her directorial debut with the awardwinning Ascuntami (2000) followed by Pratica e Maestria (2005). She has co-directed productions for RAI and Endemol. Her TV documentary “Living Beyond Borders” (2004) was filmed in India.

WORLD FILM TARTU 2009
(Tartu, Estonia)
Old man Peter, di Ivan Golovnev, Russia, Andrei Golovnen Produzioni, 2008, 26′

E3Old Man PeterIl dialogo tra le persone, la natura e le divinità si basa sulla conoscenza sacra e sulla mitologia. Nel mondo moderno sono poche le culture che ancora si basano sul mito. Questo film ci introduce nel mondo del vecchio Peter Sengepov, l’ultimo sciamano rimasto presso il fiume Kazym, che vive da solo nel cuore della taiga siberiana.

The dialogue between people, nature and gods is based upon a sacred knowledge and mythology. In the modern world only a few cultures based on myth survive. This film takes us into the word of old man Peter Sengepov, the last surviving Shaman of the Kazym River, who lives alone in the depths of the Siberian taiga.

Ivan Golovnev è nato nel 1978. Nato nel 1978 e laureatori alla Omsk State University, Dipartimento di Storia. Nel 2002 ha finito i suoi studi presso il Sverdlovsk Film Studio di Ekaterinburg, dipartimento di regia cinematografica e televisiva. Nel 2005 ha terminato l’ Highest Courses of Film Writers and Directors a Mosca, dipartimento di regia cinematografica. Ha partecipato e vinto in vari Festival internazionali e realizzato diversi progetti cinematografici.

Ivan Golovnev was born in 1978. Graduated from the Omsk State University, History department. In 2002 finished college at the Sverdlovsk Film Studio in Ekaterinburg, department of directors of cinema and TV. In 2005 — finished the Highest Courses of Film Writers and Directors in Moscow, department of film directors. Winner and participant of the international film festivals and film projects.

ESPIELLO ETHNOGRAPHIC DOCUMENTARY FILM FESTIVAL
(Boltaña, Spagna)
Carnival King of Europe, di Giovanni Kezich e Michele Trentini, Italia, Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina, 2009, 22′

E3CarnivalAntichi e chiassosi rituali per la fertilità, la prosperità e i buoni raccolti vengono ancor oggi messi in atto durante l’inverno ai quattro angoli d’Europa. Questi riti sono il nucleo originario del nostro Carnevale. Temi, personaggi e azioni di questi riti si possono ricondurre alla struttura di un medesimo dramma. Così il regno di Carnevale, solo in apparenza sregolato ed effimero, si può considerare uno dei più estesi e duraturi nella storia del continente europeo, e Carnevale stesso un vero e proprio Re d’Europa.

In the heart of winter, a very ancient ritual to secure prosperity and good harvests is held throughout Europe, at the original core of what is commonly known as Carnival. This film is made under the assumption that Carnival reveals similar actions and similar characters, cast in very similar original patterns all over Europe. In this sense, Carnival’s ephemeral kingdom of misrule can be said to be one of the longer lasting in European history, and Carnival himself a veritable “King of Europe”.

Giovanni Kezich ha studiato antropologia a Siena e presso l’UCL (diploma in Cultura Materiale, dottorato con una tesi su “I poeti contadini. L’ottava rima del Lazio nel suo contesto sociale”, 1989). Dal 1991 è direttore del Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina. Ha insegnato antropologia museale e cultura materiale all’Università “Ca’ Foscari” di Venezia e antropologia culturale all’Università di Verona.
Michele Trentini ha conseguito la laurea in sociologia presso le Università di Trento e di Dresda. Dal 2002 si occupa di ricerca e documentazione dei beni immateriali presso il Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina. Ha realizzato diversi documentari tra i quali “Furriadroxus“ (ISRE 2005, premio miglior documentario – Festival Arcipelago, Roma) e “Tre carnevali e ½” (MUCGT 2007, Premio Costantino Nigra – Antropologia Visiva).

Giovanni Kezich has read anthropology in Siena and then at UCL, (Diploma in Material Culture, then Ph. D. with a thesis on “The peasant poets. The octave of Latium in its social context”, 1989). Since 1991 he is Director of the Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina (“Museum of Folkways of Trentino”). Has taught Museum anthropology & Material Culture studies in Venice (Ca’ Foscari) and Cultural Anthropology in Verona.
Michele Trentini graduated in sociology at the University of Trento and of Dresden. Since 2002 he conducts research using visual anthropological methods at the “Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina”. He has directed several documentaries including “Furriadroxus” (I.S.R.E. 2005, Prize for the best documentary – Festival Arcipelago, Rom), and “Three carnivals and a half” (MUCGT 2007, “Costantino Nigra Prize in Visual Anthropology”).