2011

EURORAMA 2011

L’EUROPA DEI POPOLI NEI FESTIVAL DEL FILM ETNOGRAFICO
Tradizioni e identità in divenire. Ai confini dell’Europa
Tradizioni e identità in divenire. Tra due mondi

ONE EUROPE OF PEOPLES IN ETHNOGRAPHIC FILM FESTIVALS
Changing traditions, changing identities.  At the frontiers of Europe

Traditions and identities in change. Between two worlds

in collaborazione con Trento Film Festival

Trento Film Festival

Trento, 1-2 maggio 2011
Trento, 1st-2nd May 2011

Giunta alla sua quinta edizione, “Eurorama. L’Europa dei popoli nei festival del film etnografico”, rassegna cinematografica organizzata dal Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina di San Michele all’Adige in collaborazione con il TrentoFilmFestival, propone ancora una volta a Trento il meglio del cinema etnografico d’interesse europeo. Il programma presenta tredici film vincitori, premiati o selezionati presso alcune delle più importanti rassegne del cinema etnografico in Europa: Parigi (Francia), Belgrado (Serbia), Rovigno (Croazia), Torún (Polonia), Mosca (Russia), Nuoro (Italia), Londra (Gran Bretagna), Århus (Danimarca), Vienna (Austria), Tartu (Estonia), Gottinga (Germania), Lubiana (Slovenia), Joensuu (Finlandia). Un viaggio cinematografico complesso e affascinante, che ci consente di conoscere meglio la poliedrica identità di un continente, le cui culture e tradizioni, all’occhio attento e curioso dell’antropologia visuale, appaiono quanto mai vitali e mutevoli.
In its fifth edition, “Eurorama. One Europe of peoples in ethnographic film festivals”, a cinematic event organized by the Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina of San Michele all’Adige in cooperation with Trento Film Festival, offers yet again in Trento the best ethnographic cinema of European concern. The program includes some 13 winners or runners up, selected among some of the most important venues of ethnographic cinema in Europe: Paris (France), Belgrade (Serbia), Rovinji (Croatia), Torun (Poland), Moscow (Russia), Nuoro (Italia), Manchester (UK), Bergen (Norway), Vienna (Austria), Tartu (Estonia), Göttingen (Germany), Lubljiana (Slovenia), Joensuu (Finland). A complex and fascinating cinematic voyage, which allows us to know better the multifarious identity of a continent whose cultures and traditions, to the attentive and ever curious eye of the visual anthropologist, are discovered in their constantly unfolding and ever-changing vitality.

Programma

Domenica 1 maggio
Sunday 1st May
Cinema Multisala Modena (viale S. Francesco D’Assisi, 6 – Trento, sala 1)

EURORAMA 5.1
Tradizioni e identità in divenire. Ai confini dell’Europa
Changing traditions, changing identities.  At the frontiers of Europe

15.30

FESTIVAL INTERNATIONAL JEAN ROUCH 2010
(Parigi, Francia)
Shaman Tour, di Laetitia Merli, FAG – Ateliers du Doc, CNRS, Francia, 2009, 63′
(Prix Mario Ruspoli)

E5ShamanTourOgni estate, Enkhetuya e la sua famiglia costruiscono il loro accampamento sulle rive del Lago Huvsgul, nel nord della Mongolia. Sono Tsaatan, allevatori di renne e lei è una famosa sciamana. Vivono di turismo, chiedendo soldi per foto, souvenirs e riti sciamanici. Quest’anno, altre famiglie Tsaatan hanno previsto di spostarsi dalla taiga verso il lago per avere una parte nel business turistico. La competizione per essere il primo accampamento sulla strada percorsa dai turisti è sempre più dura. Il film esplora le relazioni tra cittadini e turisti, nonché le strategie messe in atto dalle famiglie per sopravvivere in un mondo globalizzato.

Every summer, Enkhetuya and her family set up their camp on the Huvsgul Lake shores, in North Mongolia. They are Tsaatan, reindeer herders and she is a famous shaman. They live from tourism, asking money for pictures, souvenirs and special shamanic rituals for the tourists. This year, other Tsaatan families have planned to move down from the taiga to the lake to get their part of the tourist business. The competition to be the first camp on the tourist road is getting harder. The film explores the relationships between locals and tourists as well as the family’s strategies to survive in a globalised world.

Laetitia Merli è antropologa visuale e filmmaker (Master in Antropologia Visuale all’Università di Manchester). Esperta di sciamanismo si è specializzata nella ricerca su turismo e neosciamanismo in Mongolia. Shaman Tour è il suo terzo documentario sulla Mongolia e sullo sciamanismo.

Laetitia Merli is an visual anthropologist and filmmaker (Master in Visual Anthropology, University of Manchester). Specialist of shamanism in Mongolia, she also oriented her research to tourism and neoshamanism. Shaman Tour is her third documentary film about Mongolia and shamanism.

BELGRADE INTERNATIONAL FESTIVAL OF ETHNOLOGICAL FILM 2010
(Belgrado, Serbia)
The Last Tightrope Dancer in Armenia, di Arman Yeritsyan e Inna Sahakyan, Bars Media, Armenia, 2009, 55′
(The Grand Prix “Dragoslav Antonijevic”)

E5LastTightropeZhora, 78 anni, e Knyaz, 77 anni, erano un tempo i funamboli più famosi dell’Armenia. Oggi sono gli unici maestri che possono salvare quest’arte tradizionale dalla scomparsa. A lungo rivali acerrimi, si incontrano per addestrare l’unico apprendista funambolo rimasto nel loro paese. Hovsep, un ragazzo orfano di 16 anni, deve decidere se accettare o meno il ruolo del danzatore funambolo, in una società che ha abbandonato sia lui, che questa antica forma d’arte.

Once the most celebrated masters of tightrope dancing in Armenia, Zhora (76) and Knyaz (77) are the only surviving performers who can keep this traditional art alive. Longtime bitter rivals, they come together to train the only student of tightrope dancing left in their country. Hovsep, a 16-year-old orphan boy, must decide whether or not to accept the role of the last tightrope dancer in Armenia, in a society that has abandoned both him and this ancient art form.

Inna Sahakyan si è laureata all’Accademia delle Belle Arti e dal 2002 lavora come produttrice e regista presso la casa di produzione Bars Media. Ha prodotto e diretto numerosi documentari per organizzazioni internazionali e per la tv armena.
Arman Yeritsyan si è laureato al Dipartimento di Regia dell’Università di Yerevan. Ha diretto diversi documentari come i pluripremiati “Under the Open Sky” (2006) e “Goodbye Fellini” (2007). Prima di collaborare con la Bars Media ha lavorato per la televisione russa come regista di una serie di documentari.

Inna Sahakyan was born in 1977 in Yerevan, Armenia. She graduated from the Academy of Fine Arts. Since 2002 she has been working as a producer, director, and project manager in Bars Media. He produced and directed several documentaries for international organizations and for the Armenian television.
Arman Yeritsyan graduated from Yerevan Pedagogical University’s Directing Department. He has directed a number of award-winning documentaries including, “Under the Open Sky” and “Goodbye Fellini.” Before collaborating with Bars Media, Arman was working for Russian Public Television, as the director of a documentary series.

18:00

ETNOFILM FESTIVAL DEL CINEMA ETNOGRAFICO ROVINJ 2010
(Rovigno, Croazia)
She River, di Rossella Schillaci e Giancorrado Barozzi, AESS – Azul Produzioni, Italia, 2008, 67′
(Grand Prix of the Festival)

E5SheRiverIl film è un viaggio visivo e narrativo, che rappresenta il risultato di una ricerca etnografica e antropologica svolta nelle aree del Mantovano e del Cremonese, sulle rive del fiume Po e dei suoi affluenti. Segni e saperi si intrecciano nel territorio, seguendo il passaggio dell’acqua e restituendo tratti culturali di un paesaggio immenso e mutevole, suggestivo e affascinante, caratterizzato dallo scorrere del fiume.

She-river is a journey, visual and narrative, result of an ethnographic and anthropological research on the field in Mantuan and Cremonese areas where the Po river and its tributaries flow. Signs and knowledges interwine themselves in the territory, following the passage of the water and returning the cultural traits in the immense and changing scenery, charming and fascinating, marked by the running of the river.

Rossella Schillaci è nata a Torino nel 1973, ha frequentato la Scuola video “I Cammelli”, per conseguire nel 2000 un master in antropologia visuale presso il Granada Center of Visual Anthropology di Manchester. Ha realizzato diversi documentari, tra i quali “Pratica e maestria” e “Viesh”, con i quali ha vinto numerosi premi.
Giancorrado Barozzi si è laureato in lettere all’Università di Milano. Dal 1969 si occupa di tradizioni popolari e di storia sociale, collaborando con numerosi musei etnografici. È responsabile dell’Atlante Demologico Lombardo e presidente dell’associazione Etnolab.

Rossella Schillaci was born in Torino in 1973, attended “I Cammelli” Video School and earned a masters degree in Visual Anthropology at the Granada Center of Visual Anthropology in Manchester. She has made several documentaries, including “Pratica e maestria” and “Vjesh”, with which she has won many international awards.
Giancorrado Barozzi studied literature at the University of Milan. Since 1969 he conducts research in the field of folklore and oral history, and has collaborate with many ethnographic museums. He is responsible of the Atlante Demologico Lombardo and president of Etnolab.

ASPEKTY FILM FESTIVAL 2010
(Torún, Polonia)
Forsaken Paths, di Rüya Arzu Köksal, Turchia, 2006, 36′

E5ForsakenPathsOgni giugno la tribù seminomade dei Çepni (Mar Nero) porta le mucche nei pascoli a duemila metri di altitudine, chiamati “yayla”, distanti circa 20 chilometri, ossia due giorni di cammino. Oggi solo poche famiglie percorrono ancora i vecchi sentieri che conducono alle montagne dove da sempre i Çepni vivono durante i mesi estivi. La storia descrive questo viaggio denso di colori attraverso il racconto di tre donne di 20, 28 e 77 anni. Loro sono l’espressione di un tempo che scorre: il passato legato alla tradizione che vede tutto perdersi e il presente che abbandona i vecchi sentieri montani per la strada che porta a Istanbul, alla ricerca di un lavoro in città.

Every June, the semi-nomadic Çepni tribe lead their cows on a two-day hike up to their high pastures called “yayla.” Today, only a few families still follow the old paths to the mountains where they historically spend the summer months. The story is told thorough the words of three Çepni women ages 20, 28 and 77. The film follows young Fatma and Sonnur in Istanbul, and the old woman in the village. Two young sisters have had to move to Istanbul to find jobs. They miss their hometown and the life they left behind. On the other hand, the old lady back in the village is witnessing changes in recent years and feels sad to see old customs and colours vanish as the village population decreases.

Rüya Arzu Köksal ha lavorato come guida per viaggi culturali in Asia centrale, India, Nepal e Tibet e ha pubblicato diversi reportage. Nel 2002 ha frequentato un corso di regia di cinema documentario a Istanbul. Ha vinto il Premio Speciale della Giuria al Festival di Ankara e quello per il Miglior Documentario al Festival dei cortometraggi di Istanbul.

Rüya Arzu Köksal was born in Ankara (Turkey) in 1972. She earned a BA degree in general linguistics from Hacettepe University, Ankara, in 1994. She has worked as a tourist guide in Turkey and leads cultural trips to Central Asia, India, Nepal and Tibet. Her travel articles have been published in a number of newspapers and magazines. In 2002 she attended a documentary film course in Istanbul.

20.30

MOSCOW INTERNATIONAL FESTIVAL FOR VISUAL ANTHROPOLOGY «MEDIATING CAMERA» 2010
(Mosca, Russia)
Akashka. Spring prayer kasha, di Elena Popova e Anatoly Dobrenkov, «Moya Udmurtiya» TV Company, Russia, 2009, 13′

E5AkashkaSpringLa “Pasqua Budzym Nal” viene chiamata dalla popolazione degli Udmurts “Grande Giorno”. Il lunedì successivo la gente di Pelga Karamas, un villaggio situato nel sud dell’Udmurtia, preparano un pasto speciale: il rituale del Kasha. Lo chiamano Akashka Dzhuk – il Kasha dell’aratro, o Kasha di Primavera. L’intero villaggio viene coinvolto. Gli adolescenti raccolgono cibo, gli anziani li accompagnano, intonando dei canti. Il Kasha di Primavera simboleggia il futuro raccolto e gli auspici di felicità per l’anno intero. Questo è ciò che gli abitanti del villaggio credono da molto tempo, e tutti vogliono prenderne parte.

The Udmurts call Easter Budzym Nal – the Great Day. On the Monday following it people of the Karamas Pelga, village located in the south of Udmurtia, cook a special meal: the ritual Kasha. They call it Akashka Dzhuk – the Kasha of the Plough, or Spring Kasha. The whole village gets involved. Teenagers collect foodstuffs. The elders accompany them, singing songs. The spring kasha symbolizes the harvest coming and bringing happiness for a whole year. The villagers have believed so since a long time ago, and each and every one of them wants to get a bite.

Elena Popova è etnologa e ha conseguito il Dottorato di Ricerca in Storia, Senior Research Fellow presso il Dipartimento di Etnografia dell’Istituto di Storia, Lingua e Letteratura Udmurt, RAS. Svolge ricerche  sulle culture tradizionali e moderne delle popolazioni che vivono nell’area del Volga. Ha curato una serie televisiva sulla cultura delle genti dell’Udmurtia (Russia).
Anatoly Dobryakov ha studiato presso la Udmurt State University. Lavora presso la compagnia televisiva «Moya Udmurtiya». «Korka tuy – the Home Holliday» (2008).

Elena Popova is an ethnologist, PhD in History, Senior Research Fellow of the Ethnography Department of the Udmurt Institute of History, Language and Literature, RAS. Elena Popova studies traditional and modern ethnic culture of the Volga people. She created the TV series on the culture of peoples living in Udmurtia (Russia).
Anatoly Dobryakov studied at the Udmurt State University. He works at «Moya Udmurtiya» TV Company.

SIEFF SARDINIAN INTERNATIONAL ETHNOGRAPHIC FILM FESTIVAL 2010
(Nuoro, Italia)
The Third Violine, di Reinhardt Björn, Germania, 2010, 90′
(“Grazia Deledda” Prize for the best film)

E5ThirdViolineIvan, un agricoltore della montagna rutena, nell’attuale Ucraina, è un uomo talentuoso. Suona diversi strumenti musicali, ma ha una passione particolare per i suoi violini. È anche capace di costruire scacciapensieri praticamente dal nulla. Ma il suo più grande talento, di cui non si è ancora accorto, è il senso dell’umorismo. E divertente e molto spiritoso, una scoperta cinematografica. Ivan scopre un nuovo talento in Adi, un bambino di 10 anni.

Ivan, a Ruthenian mountain farmer, in the current Ucraine, has a lot of talent. He plays several musical instruments, but he has a particular passion for his violins. He can even build jew’s harps out of nothing. But his greatest talent, which he is still unaware of, is his sense of humor. He is funny and very entertaining – a star is born! Many other unforgettable characters appear on the scene. Ivan discovers a new talent in Adi, a 10 year old child.

Reinhardt Björn è nato a Berlino nel 1963. Tra il 1983 e il 1985 ha lavorato come assistente alla regia alla Deutschen Fernsehfunk di Berlino. Nel 1995 ha debuttato come regista con il documentario After Seven Castles, trasmesso dalla televisione rumena. Tra il 2000 e il 2002 ha lavorato come direttore di produzione alla Zeitzeugen TV e dal 2002 produce documentari in Romania.

Reinhardt Björn was born in Berlin 1963. Between 1983 and 1985 he worked as production assistant at the Deutschen Fernsehfunk in Berlin. In 1995 he debuted as director with the documentary After Seven Castles, which was broadcast on Romanian TV and on Deutsche Welle TV. Between 2000 and 2002, he worked as head of production at Zeitzeugen TV; since 2002 he has produced documentaries in Romania.

Lunedì 2 maggio
Monday 2nd May
Sala Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto (via Garibaldi 33 – Trento)

10.00
E2CKECarnival King of Europe. Un progetto europeo di antropologia visuale.
Presentazione materiali di campo del 2011.
Con Giovanni Kezich, Antonella Mott, Michele Trentini

Carnival King of Europe. A European project of visual anthropology.
Presentation 2011 field materials.
Speakers: Giovanni Kezich, Antonella Mott, Michele Trentini

Cinema Multisala Modena (Viale S. Francesco D’Assisi, 6 – Trento)

EURORAMA 5.2
Tradizioni e identità in trasformazione. Tra due mondi
Traditions and identities in change, Between two worlds

15.30

RAI INTERNATIONAL FESTIVAL OF ETHNOGRAPHIC FILM 2009
(Londra, Gran Bretagna)
Firekeepers, di Rossella Ragazzi, Sonar film, Lapponia/Norvegia, 2007, 57′
(Intangible Culture Film Prize commendation)

E5FirekeepersIl joik, una forma di canto tradizionale Sami, recentemente è diventato più noto, soprattutto grazie alla popolarità della band Adjagas. Questo documentario esplora un affascinante tipo di performance in evoluzione e che rappresenta una forza guaritrice per il popolo Sami. Il film segue i giovani “joikers” Sara, Marielle, Gaup e Lawra Somby degli “Adjagas”, dal palcoscenico fin dentro le loro case, per rivelare come le questioni legate all’identità, alla lingua in via di estinzione e alla spiritualità siano strettamente legati con la loro musica.

The joik, a traditional Sámi song form, has recently become more widely heard, mainly due to the popularity of the band Adjagas. This documentary film explores a fascinating, evolving mode of performance that is a healing force for the Sámi people. The documentary follows young joikers Sara Marielle Gaup and Lawra Somby of Adjagas from the stage to their homes to reveal how issues of identity, endangered language and spirituality are bound up with their music.

Rossella Ragazzi è professore associato presso il Dipartimento di Scienze della Cultura del Museo Universitario di Tromsø, in Norvegia. Al momento si occupa di processi di musealizzazione e di rappresentazione culturale di minoranze etniche. Come filmmaker ha realizzato numerosi documentari e film antropologici, parallelamente all’insegnamento dell’antropologia visuale.

Rossella Ragazzi is associate professor in Norway, at Tromsø University Museum, Departement of Cultural Scinces, and her current research is concerned with processes of musealization and cultural representation of ethnic minorities. She is also professional filmmaker and made several documentaries and anthropological films, while coaching in Visual Anthropology.

NAFA NORDIC ANTHROPOLOGICAL FILM ASSOCIATION FESTIVAL 2010
(Århus/Danimarca)
Maurus, Nadia, Flurina, di Ivo Zen,Ivo Zen, 2009, 59′

E5MaurusNadiaFlurinaOgni anno a fine estate, decine di adolescenti lasciano le loro valli nelle Alpi grigionesi per andare nella città di Coira. All’età di quindici anni lasciano le loro case e famiglie per frequentare la scuola secondaria cantonale. Il film ritrae tre adolescenti durante il loro primo anno di indipendenza. La gioia e le speranze, le paure e i problemi di un’età di passaggio.

Every year at the end of summer, scores of adolescents move from their remote valleys in the Grison Alps to the city of Chur. At the age of fifteen they leave their homes and families to attend the cantonal secondary school. The film portrays three teens during their first year of longed-for independance. The hopes and delights, fears and disappointements of coming-of-age.

Ivo Zen è nato a Santa Maria, in Val Müstair (Svizzera). Ha frequentato la Scuola di Cinema a Genf e dal 2003 è regista e produttore indipendente. È co-fondatore e presidente del gruppo «Cineasts independents Rumantschs» per la promozione del cinema romancio.

Ivo Zen was born in Santa Maria, Val Müstair (CH). He attended Film School in Genf. Since 2003, independent filmmaker and producer. It is co-founder and president of the group “Cineasts Rumantschs independents”, for the promotion of cinema Romansh.

18.00

ETHNOCINECA VIENNA 2010
(Vienna, Austria)
Women of Geuzenveld, di Nina Pieters, Olanda/Marocco, 2009, 33′

E5WomemGeuzenveldGeuzenveld è una parte di Amsterdam in Olanda, dove vivono molti immigrati turchi e marocchini. Molte donne stanno rinchiuse in casa con conseguenze negative sull’umore. Un giorno l’organizzazione “Be interactive” ha organizzato un corso di maratona, che ha preso avvio presso la scuola elementare, il luogo d’incontro di molte donne. Quihanno iniziato a correre, a volte anche di nascosto… Sembra semplice ma non lo è, perché agli occhi di molti vicini una buona madre musulmana dovrebbe rimanere a casa. E’ facile immaginare come i vicini di casa abbiano potuto reagire quando il gruppo ha deciso di partecipare ad una competizione podistica a Casablanca, con la partecipazione di trentamila donne. Per la prima volta nella loro vita hanno fatto qualcosa per se stesse, senza coinvolgere la famiglia.

Geuzenveld is a part of Amsterdam in Holland, where many Turks and Moroccans live together. Many of these women are locked up in their houses and feel depressed. One day the organization Be interactive started a running course. They started at the primary schools where the mothers meet. From there they started to run. Sometimes secretly… It looks like a simple thing but it is not since in the eyes of many neighbors  a good mother and a good Muslim should stay at home.  It is easy to imagine how the neighbors reacted when they decided participate at a race in Casablanca for 30.000 women. For the first time in their lives they went without family to do something for themselves.

Nina Pieters ha lavorato per quindici anni con giovani in difficoltà in diversi quartieri di Amsterdam. Dal 2000 lavora come documentarista free-lance, insegna presso l’Open Studio di Amsterdam e organizza progetti filmici in ambito scolastico.

Nina Pieters worked for 15 years with young people in trouble in several districts of Amsterdam. Since 2000 he works as a freelance documentary filmmaker, teaches at the Open Studio in Amsterdam and organized film projects in schools.

WORLD FILM TARTU 2010
(Tartu, Estonia)
Itelmen Stories, di Liivo Niglas, Estonia, 2010, 68′
(Best Director Award)

E5ItelmenStoriesAmbientato nella Kamchatka rurale (Russia orientale) dove ormai rimangono meno di 20 persone a parlare il linguaggio Itelmen, il film è un racconto struggente riguardante il significato sociale e personale di una lingua che, in quanto forma di comunicazione trasmessa oralmente, si sta estinguendo. L’azione del film ruota attorno ad una pratica usata anticamente della caccia allo zibellino con la rete. Due cacciatori si incontrano nell’ambiente selvaggio e nei villaggi della Kamchakta: una storia ricca di senso di appartenenza e di ricordi. Nostalgia e speranza pervadono l’intero racconto.

Set in rural Kamchatka in the Russian Far East, where fewer than 20 speakers of Itelmen remain „Itelmen stories” is a poignant tale of the social and personal significance of a language that is near the end of its existence as an orally transmitted means of communication. The action in the film revolves around an ancestrally used practice of hunting sable by net. Two hunters encounter the wild environs and villages of Kamchatka as a history laden homeland and memories, nostalgia and hope echo throughout the film.

Liivo Niglas, nato in Estonia nel 1970, è libero docente di Etnologia all’Università di Tartu, in Estonia. Gestisce una compagnia di produzione indipendente per la realizzazione di documentari antropologici. Ha girato film in Siberia, in Africa, in Asia Centrale e in nord America. I suoi film hanno vinto numerosi premi tra i quali il Premio IUCN al Vision du Reel (2004).

Liivo Niglas, born in Estonia in 1970, is currently a lecturer of Ethnology at University of Tartu. He also runs an indipendent production company for anthropological documentary films. He has made films in Siberia, Africa, Central Asia and north America. His films have won numerous awards including IUCN Prix at Vision du Reel.

20.30

GÖTTINGEN INTERNATIONAL ETHNOGRAPHIC FILM FESTIVAL 2010
(Gottinga, Germania)
As long as the Mines Whistle, the Crops Will Dance, di Marie Devuyst, Belgio, 2009, 56′
(Student’s Film Award)

E5AsLongAsThe MinesA Cransac poco tempo fa c’erano le miniere. Appena ieri, in questa piccola città in cui la cultura operaia e quella contadina si mescolavano, il carbone determinava i ritmi di vita. Il film ci introduce nella vita di due famiglie, una contadina e l’altra operaia. I nonni raccontano della vecchia Cransac, ricordano il rapido sviluppo del mondo che li circonda. Per i più giovani c’è molto da costruire. Alcuni hanno intenzione di riattivare la fattoria di famiglia, altri si rifiutano di seguire le tracce dei genitori e sognano solo di andarsene. Attraverso i ricordi e i progetti di ciascuno, viene raccontata una storia tra passato, presente e futuro, in cerca di un’identità.

In the small city of Cransac a short time ago there were the mines. Just yesterday, in the town where the working-class culture and the rural culture were mixed, the Coal determined the pace of life. The film introduces us into the lives of two families, one of  farmers and the other of workers. Grandparents tell of the old Cransac and they remember the rapid development of the world around them. For young people there is much to build. Some have plans to reactivate the family farm, others refuse to follow in the footsteps of parents and they dream only of leaving. Through the memories and the projects of each, is told a story in search of an identity.

Marie Devuyst è nata a Bruxelles nel 1982. Dopo aver studiato comunicazione socio culturale ha frequentato una scuola d’arte. “As long as the mine whistle, the Crops Will Dance” è il suo primo film documentario. Attualmente sta girando il suo prossimo film in Camerun, che racconta la storia di due guaritori, appartenenti al gruppo dei pigmei, che si dalla foresta si sono trasferiti in un villaggio.

Marie Devuyst was born in Brussels in 1982. After a first cycle of studies in socio cultural communication, she attended an artistic school. “As long as the mine whistle, the Crops Will Dance” is her first documentary film. She is now shooting her second ethnographic film in Cameroon, about two pygmy healers who have moved from the forest to a village.

DEF DAYS OF ETHNOGRAPHIC FILM 2009
(Lubiana, Slovenia)
G.I.O.C. Italian Catholic Workers Youth, di Marina Anedda, Italia, 2008, 34′

E5GIOCCagliari, 2008, quartiere storico di Stampace. La G.I.O.C. (Gioventù Italiana Operaia Cattolica), associazione alla quale la Curia concede sin dal 1944 l’uso della chiesa di Santa Restituta come centro di aggregazione sociale, e che da allora, tra le sue tante attività organizza dopo averlo riscoperto, l’antico carnevale cagliaritano, si trova improvvisamente a dover restituire lo spazio per “la necessità” di riaprire la chiesa al culto. E sulla G.I.O.C. dovrà calare tristemente il sipario.

Cagliari, in the old district of Stampace, 2008. In 1944 the Diocese of Cagliari granted the G.I.O.C. (Young Christian Workers’ Association) the usage of Santa Restituta’s church as a social club.  Among many activities, the new club rediscovered the ancient Carnival of Cagliari, which it began to organize anew. Suddenly, the club was required to give back the facilities, as the Church authorities thought it necessary to start again the cult of the Saint. So, the curtain sadly came down on the G.I.O.C.’s activities.

Marina Anedda conduce la sua ricerca nel campo della fotografia da oltre un ventennio. Molto legata alle tradizioni della sua isola, ne coglie aspetti originali e attuali. Nel 2006 realizza il suo primo film, “Tu nos, Ephisy, protege”, premiato al SIEFF di Nuoro come miglior film di autore sardo.

Marina Anedda has been a researcher in the field of photography for over twenty years. She is specially concerned with the cultural patrimony of her island, recording its traditional and current manifestations. Her first film “Tu nos Ephisy protégé” received the award for the best film made by Sardinian author, at the SIEFF in Nuoro.

VISCULT FESTIVAL OF VISUAL CULTURE 2010
(Joensuu, Finlandia)
Mawla’s Wedding, di Zoltan Enevold, El Tercerojofilms, Spagna, 2009, 50′

E5MawlaWeddlingMawla, un giovane del Bangladesh che vive a Madrid, sogna di avere una famiglia. Dopo sette anni decide di tornare nel suo paese per cercare una donna da sposare.

Mawla, a young man from Bangladesh living in Madrid (Spain), dreams of having a family. After seven years he decides to go back to his country in order to find a bride and get married.

Zoltan Enevold si è laureato in letteratura inglese presso l’Università Complutense (Madrid). Ha lavorato come designer, fotografo, video operatore e montatore. Ha appena terminato il documentario Mongol Rally e sta lavorando al suo prossimo progetto.

Zoltan Enevold has a degree in English Literature from the Complutense University (Madrid). He has worked as a designer, photographer, camera operator and video editor. He has just finished the documentary film Mongol Rally and he is working on his next project.