2013

EURORAMA 2013

L’EUROPA DEI POPOLI NEI FESTIVAL DEL FILM ETNOGRAFICO
Identità e luoghi: ai confini dell’Europa da nord a sud
Tradizioni, artigianato, musica e riti

ONE EUROPE OF PEOPLES IN ETHNOGRAPHIC FILM FESTIVALS
Identities and places: at the frontiers of Europa from North to South
Traditions, handicraft, music and rites

in collaborazione con Trento Film Festival

logoTrentoFestival

Trento, 28-29 aprile 2013
Trento, 28th-29th April 2013

Eurorama 7 presenta tredici film che hanno partecipato ad alcuni dei principali festival europei del cinema etnografico, nel biennio 2011-2012: Tromsø (Norvegia), Pärnu (Estonia), Sibiu (Romania), Parigi (Francia), Lubiana (Slovenia), Nuoro (Italia), Torùn (Polonia), Gottinga (Germania), Rovigno (Croazia), Mosca (Russia), Belgrado (Serbia), Cadca (Slovacchia), Tartu (Estonia). I film in programma durante la prima giornata affrontano il tema della complessità di identità singole e collettive, alle prese con le trasformazioni e le sfide della contemporaneità. Un viaggio immaginario da nord a sud, nell’Europa e in paesi a noi “vicini”, cui protagonisti sono le persone e i luoghi, abitati o visitati, in costante divenire. Conosceremo microcosmi situati in metropoli affascinanti come Tallin, Budapest, Istanbul o Tel-Aviv, e altri in località più remote, nelle isole Svalbard, nel Mare Glaciale Artico, o nelle colonie tedesche del Brasile. I film della seconda giornata ci introdurranno nella ricchezza e nella molteplicità delle tradizioni popolari del nostro continente, per presentare eventi e fenomeni che la cinematografia documentaria etnografica ha osservato e documentato fin dalle sue origini: le tecniche artigiane in Romania e in Macedonia, i riti invernali in Slavonia e in Transilvania, i canti e le musiche di tradizione orale in Estonia e in Italia.

Eurorama7 presents 13 films that have participated to some of the most important European festivals of ethnographic cinema in 2011-2012: Tromsø (Norway), Pärnu (Estonia), Sibiu (Romania), Paris (France), Ljubljana (Slovenia), Nuoro (Italy), Torun (Poland), Göttingen (Germany), Rovinj (Croatia), Moscow (Russia), Belgrade (Serbia), Cadca (Slovakia), Tartu (Estonia). On the first day, the films in the program discuss the complexity of individual and collective identities, dealing with the changes and challenges of the contemporary world. An imaginary journey from north to south, throughout Europe and in the countries of its immediate vicinity, among people and places which are constantly evolving before our eyes: microcosms located in fascinating cities like Tallinn, Budapest, Istanbul and Tel-Aviv, as well as in more remote locations such as the Svalbard islands in the Arctic Ocean or the German colonies of Brazil. On the second day, the films will lead us into the richness and variety of the folk tradition of our continent, presenting events and phenomena that ethnographic cinema has observed and documented from its very start: ancient crafts in Romania and Macedonia, winter festivals and rituals in Slavonia and Transylvania, folk songs, music and oral traditions in Estonia and Italy.

PROGRAMMA

Domenica 28 aprile
Sunday 28th April
Cinema Multisala Modena (viale S. Francesco D’Assisi, 6 – Trento, sala 1)

EURORAMA 7.1
Identità e luoghi: ai confini dell’Europa da nord a sud
Identities and places: at the frontiers of Europa from North to South

15.15

NORDIC ANTHROPOLOGICAL FILM ASSOCIATION FESTIVAL 2012
(Tromsø, Norvegia)
The Tour, di Eva La Cour, Danimarca 2011, 38′

E7_01The TourIl tour. Isole Svalbard, mare Glaciale Artico. Turisti provenienti da tutto il mondo vengono qui per assaporare un po’ dello spirito del Nord. La regista propone un “tour” di questo microcosmo esotico, mettendo l’accento su quanto si può ascoltare. Un film postmoderno sul disorientamento, sulla relazione tra reale e virtuale, tra esperienza autentica e turismo.

The Svalbard Islands, Arctic Ocean. Tourists from all over the world come here for a taste of the Nordic spirit. The director proposes a “tour” of this exotic microcosm, with the accent on what on what you can hear. A postmodern film about disorientation, the relationship between the real and the virtual, true experience and tourism.

ETNOFILM CROATIA 2012
(Rovigno, Croazia)
A manual to change the past, di Antje Engelmann, Germania, Ungheria, Brasile 2011, 40′

E7_02ManualPastAManuale per cambiare il passato. In questo film sulla memoria e sull’autoconsapevolezza, la regista, cresciuta nella cultura in via di estinzione degli Svevi danubiani, racconta il suo percorso personale esplorando a diversi livelli il proprio background familiare e le proprie origini. Il film è centrato sul concetto di casa, inteso come semplice luogo geografico e come complesso luogo interiore. Questo film sperimentale rappresenta uno sguardo filosofico ma anche spiritoso su un’identità culturale multipla nel contesto della contemporaneità.

In this film about memory and self-awareness, Engelmann tells her personal story about growing up in the vanishing “Danube Swabian” culture. She explores her family background and cultural origin on various different levels. The film focuses on the concept of home as either a simple geographical place or as a more complex inner, emotional place. This experimental film is both a philosophical and a humorous take on a multiple cultural identity in the context of contemporary society.

17.15

ASTRA FILM FESTIVAL 2012
(Sibiu, Romania)
Common Ground, di Anne Schiltz & Charlotte Grégoire, Eklektik Productions, Belgio 2012, 82′
(Best documentary competition “Romania”)

E7_03CommonGroundSpazio comune. Il film ritrae la vita di un condominio di Bucarest, testimonianza autentica delle condizioni sociali ed economiche della società rumena in transizione. Nell’invito ad entrare, il pubblico scopre i protagonisti e le loro storie, lo stile di vita, l’ambiente e la quotidianità dei proprietari: le bollette da pagare, le tubature da riparare, l’amministratore mafioso, i vicini rumorosi, ma anche lo sviluppo di reti di solidarietà.

The film portrays the life of an apartment building in Bucharest, an authentic witness to the social and economic consequences of the current transition of Romanian society. In this invitation to “go inside”, the audience discovers the characters with their stories, their lifestyle, their everyday life: bills to pay, pipes to repair, a mafioso administrator, noisy neighbors, solidarity networks developing.

JEAN ROUCH FILM FESTIVAL 2012
(Parigi, Francia)
Adak, di Amandine Faynot, Amandine Faynot Production, Francia, Turchia 2011, 23′
(Special Mention “Intangible Cultural Heritage Prize”)

E7_04AdakL’offerta. A Istanbul il sacrificio dei montoni, un tempo eseguito dal capo famiglia, oggi viene praticato in un apposito spazio comunale. Una legge adottata di recente vieta infatti di svolgere questo sacrificio in un luogo qualsiasi. Oggi, dei sacrificatori di professione si fanno carico di esecuzioni codificate e di massa. Ma il cambiamento dei codici che disciplinano questi rituali solleva molte questioni: esiste ancora la catarsi propria di un atto sacrificale, quando la violenza è istituzionalizzata?

In Istanbul, the sacrifice of the sheep which used to be performed by the head of the household, is now practiced in a municipal public place. A recently adopted law prohibits individuals from carrying out this sacrifice in a non-specified place. Professional sacrificers now stage a codified, perfectly realized, mass killing. However, the transformation of the codes governing these rituals raises some questions: does the catharsis brought into play by sacrifice still exist when violence is institutionalized

19.15

DAYS OF ETHNOGRAPHIC FILM 2012
(Lubiana, Slovenia)
I shot my love, di Tomer Heymann, Heymann Brothers Films, Israele, Germania 2009, 71′

E7_05ShotHo filmato il mio amore. Settant’anni dopo la fuga del nonno dalla Germania nazista in Palestina, il documentarista israeliano Tomer Heymann ritorna al paese dei suoi avi per presentare un film alla Berlinale. Lì incontrerà Merk, un uomo che gli cambierà la vita. Quando Merk deciderà di andare a stare da Tomer a Tel Aviv, dovrà fare i conti non solo con un partner che lo filmerà in continuazione, ma anche con Israele e l’ombra del passato nazista della sua famiglia. Nel frattempo, la madre di Tomer combatte con una malattia invalidante e con il fatto che quattro dei suoi cinque figli lasciano il paese che lei e la sua famiglia hanno contribuito a costruire. Storia personale e universale insieme, il film è il ritratto intimo di due persone che affrontano le sfide poste dalle loro famiglie, dalle loro storie nazionali e dalle proprie emozioni.

Seventy years after his grandfather escaped from Nazi Germany, Israeli filmmaker Tomer Heymann returns to his ancestral home to present a film at the Berlin International Film Festival. It is there that he meets a man who will change his life. When Merk decides to move with Tomer to Tel Aviv, he must cope not only with a partner who insists on filming his every move, but also with his relationship to Israel as a German with Nazi ties in his family’s past. Meanwhile, Heymann’s mother battles a crippling illness and watches as four of her five sons leave the country that she and her family helped build. A personal but universal story, the film is an intimate portrait of two persons confronting the challenges posed by their families, their national histories, and their own emotions.

21.15

PÄRNU INTERNATIONAL DOCUMENTARY AND ANTHROPOLOGY FILM FESTIVAL
(Pärnu, Estonia)
The New World, di Jaan Tootsen, Estonia 2012, 84′

E7_06TheNewWorldIl nuovo mondo. Come creare uno spazio urbano vitale? Come cambiare il mondo / il vostro quartiere? Come fare la rivoluzione? Questo film parla della “Società del Nuovo Mondo”, un’iniziativa dei cittadini di Tallinn, in Estonia. The New World è un documentario di osservazione, che segue da vicino i personaggi e le loro dinamiche. Il film racconta euforia, passione, compromessi, frustrazione, sentimenti feriti e cuori spezzati: l’anatomia di una rivoluzione.

How to create a vital urban space? How to change the world/your neighborhood? How to make a revolution? This film is about the New World Society, a citizens’ initiative in Tallinn, Estonia. The New World is an observational documentary, which from the outstart closely follows its own characters and their dynamics. We see euphoria, passion, compromises, frustration, hurt feelings and broken hearts. It is the anatomy of a revolution.

Lunedì 29 aprile
Monday 29th April
Sala Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto (via Garibaldi 33 – Trento)

10.00
CKE_DVDdefCARNIVAL KING OF EUROPE. Un progetto europeo di antropologia visuale.
A cura del Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina, con il supporto del Programma Cultura dell’Unione Europea.
Presentazione del triplo DVD “Carnival King of Europe II”
Con Giovanni Kezich, Antonella Mott, Michele Trentini

CARNIVAL KING OF EUROPE. A European project of visual anthropology.
by the Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina, with the support of the Culture Programme of the European Union.
Presentation of the triple DVD “Carnival King of Europe II”
Speakers: Giovanni Kezich, Antonella Mott, Michele Trentini

Cinema Multisala Modena (Viale S. Francesco D’Assisi, 6 – Trento)
EURORAMA 7.2
Tradizioni, artigianato, musica e riti
Traditions, handicraft, music and rites

15.15

ASPEKTY FESTIVAL OF VISUAL ANTHROPOLOGY 2012
(Torùn, Polonia)
The gorgeous of the evening, di Davor Boric, HRT Croatia Television, Croazia 2012, 26′

E7_07GorgeousALe belle di una sera. Il film racconta le tradizioni del carnevale nei villaggi di Donja Bebrina e di Rušcica, nel cuore della Slavonia. Anche se queste tradizioni sono fondamentalmente sempre uguali, la gente sta trovando il modo di adattarle ai tempi moderni .

The film features the carnival traditions of the villages Donja Bebrina and Rušcica in the heart of Slavonia. Although these traditions are basically very conventional, people are still finding ways to adapt them to modern times.

GÖTTINGEN INTERNATIONAL ETHNOGRAPHIC FILM FESTIVAL 2012
(Gottinga, Germania)
Looking at Themselves – Babaluda Luda, di Mihai Andrei Leaha, Mario Rutten e Isabelle Makay, Romania 2011, 34′
(Student Award)

E7_08LookingAtThemselvesGuardando se stessi. Babaluda Luda. Le opinioni delle persone che partecipano alla festa del “Babaluda”, un rito di fertilità che si svolge sui monti Apuseni della Transilvania, si sono rivelate molto importanti per gettare uno sguardo su come un etnografo riesce a rappresentare una festa. Documentando un’esperienza di etnografia cinematografica condivisa, strutturata mediante gruppi di visione in sale di proiezione e anche in case private, il film cerca di spiegare i vari modi in cui viene costruita una narrazione etnografica visiva

The feedback provided by the people involved in the Babaluda Feast, a winter ritual that takes place on the Apuseni Mountains of Transilvania, turned out to be very important in offering an insight to the ways in which the feast was represented by the visual ethnographer. By recording the sharing of visual ethnography, that was arranged in big groups in large screening rooms, but also in small groups in private houses, the film tries to elucidate the ways in which a visual ethnographic narrative is constructed

17.15

DAYS OF ETHNOGRAPHIC CINEMA 2012
(Mosca, Russia)
It won’t continue no way, di Vladimir Bocev, Repubblica di Macedonia 2010, 24′

E7_09ItWanNon continuerà di certo. In Macedonia l’artigianato tradizionale di inizio Novecento si può trovare soprattutto in un luogo: i mestieri tradizionali sono infatti una particolarità della vecchia città di Bitola.

In Macedonia crafts of the early twentieth century can be found mainly in one place. Traditional crafts are in fact a specific feature of the old city of Bitola.

SARDINIAN INTERNATIONAL ETHNOGRAPHIC FILM FESTIVAL 2012
(Nuoro, Italia)
The Weeders’ May, di Francesco Marano, Italia 2011, 44′
(Recommendation from the Jury)

E7_10The Weeders'MayIl maggio delle mondine. Nel 2009, il Coro Mondine di Medicina è stato invitato a cantare per il Labor Day concerto che si svolge a Roma. Nel bus durante il viaggio le mondine ripetere i loro canti. Le immagini del viaggio si alternano a storie, ricordi della loro vita e delle loro lotte per i loro diritti. Tuttavia, il coro non è al completo: Pina ha dovuto rimanere a casa…

In 2009 the choir of the Mondine di Medicina (rice-weeders of Medicina, not far from Bologna) has been invited to sing at the concert of the May Day that takes place in Rome. Inside the pullman, during the trip, the rice-weeders practise their songs, in a kind of reharsal of the concert. The images of the trip are alternated with the tales of the rice-weeders and with the memories of their lives and of their struggles for the labour rights. However the choir that will sing in Rome is not complete: Pina had to remain at home…

19.15

BELGRADE INTERNATIONAL FESTIVAL OF ETHNOGRAPHIC FILM 2012
(Belgrado, Serbia)
The Tanners, di Cosmin Tiglar, Romania 2010, 26′
(Mention for the Music)

E7_11TannersI conciapelli. Conciatori e pellicciai della regione del Banat sono gli ultimi artigiani di questo genere. La procedura per la conciatura delle pelli è rimasta invariata dagli inizi del Novecento, nonostante la moda sia cambiata. Le pelli vengono raccolte alla maniera antica, perché ancor oggi, quando si sacrifica un animale, il proprietario ne porta la pelle al conciatore. Poi possono trascorrere anni prima che questi venga a chiedere un cappotto o di una giacca in pelle, che peraltro verrà ereditata dai figli o dai nipoti.

Tanners and furriers from the Banat region are the last of these craftsmen. The procedure for tanning skins has remained unchanged since the beginning of the twentieth century, although fashions have changed. The animal skins and furs are acquired according to an age-old procedure. In fact, when someone sacrifices an animal, they bring its skin to the tanner, for a leather coat or a jacket which will be collected even after a few years. Then suck garments are transferable to one’s children or grandchildren.

ETNOFILM CADCA – FESTIVAL ON ETHNOLOGY AND ANTHROPOLOGY 2012
(Cadca, Slovacchia)
Voci alte. Tre giorni a Premana, di Renato Morelli, Italia 2011, 44′
(Grand Prix of the Festival)

E7_12VociAltePremana, il paese piu` alto della Valsassina, in Lombardia, non e` soltanto il maggior produttore mondiale di forbici. Oltre all’artigianato del ferro vanta una particolare tradizione di canto polivocale: il tiir. Uno stile di canto urlato, potente, lento e sostenuto nella tessitura acuta, al limite del grido. In tre giorni all’anno il canto esplode per le vie del paese: nel giorno del Past (8 agosto), in occasione del pasto rituale al termine del periodo di monticazione, nella festivita` del Corpus Domini (6 giugno), con le processioni per le vie addobbate e ai Tre Re (5 gennaio), vigilia dell’Epifania, quando i Re Magi guidano il corteo.

Premana, the highest town in the Valsassina, is not only the largest producer of scissors in the world. In addition to the iron craft, it boasts a particular tradition of multivocal singing called tiir. It is a shouted vocal style that is potent, slow and sustained in the acute range, to the verge of screaming. On three days each year this song explodes throughout the streets of the town: on the day of the Past (8 August, on the occasion of the ritual meal at the end of the pasturing season, and on the religious holidays of Corpus Domini (6 June) and Three Kings (5 January), the eve of the Epiphany when the Three Kings guide the procession.

21.15

WORLD FILM TARTU 2012
(Tartu, Estonia)
Regilaul, songs of the ancient sea, di Ulrike Koch, Doc Productions GmbH, Estonia, Svizzera 2011, 104′

E7_13regilaulRegilaul, le canzoni del mare antico. Sulle rive del Golfo di Finlandia, le antiche popolazioni ugro-finniche hanno dato origine a una tradizione canora potente e misteriosa, il Regilaul. Questi canti sono le radici della celebre cultura canora dell’Estonia. Basati sulla continua ripetizione di versi di otto sillabe, i canti producono un suono che ammalia, in grado di collegare il presente fuggevole con il ciclo eterno della vita. Nella stupefacente cornice dell’Estonia di oggi, questo film dimostra come il Regilaul possa ancora infiammare l’immaginazione, tessendo insieme per mezzo della musica l’uomo e la natura.

On the shores of the Gulf of Finland, the ancient Finno-Ugric peoples originated a singing tradition of mysterious power called the Regilaul. These songs are the roots of Estonia’s renowned singing culture. Based on the continuous repetition of eight-syllable verses, they produce a haunting sound able to connect the fleeting present with the eternal circle of life. Against the stunning setting of modern Estonia, this film explores how Regi songs still fire the imagination today, weaving together people and nature through song.