SPEA 68 (2008)

SPEA68Seminario Permanente di Etnografia Alpina SPEA68 (2008)
SPEA 68
“Il ’68 degli etnologi”
Ricordi con rabbia e senza nei 40 anni del Museo di San Michele.
Per Diego Carpitella, Tullio Tentori, Carlo Tullio Altan
San Michele all’Adige, 7-8 novembre 2008

“Plus on se voue à l’ethnologie, plus on prend sur l’histoire de sa propre société un regard assezdistancié et on se rend compte que des choses essentielles et dramatiques dans le présent ne compteront pas beaucoup dans la perspectives de plusieurs siècles”
Claude Lévi-Strauss (100 anni il 28 novembre 2008)

Le parole di Lévi-Strauss, a suo tempo imbarcato suo malgrado sulla grande stultifera navis sessantottarda, erano suonate all’epoca come il brillante calembour di un professore non perfettamente schierato e un poco eccentrico: oggi, a quarant’anni di distanza, se ne ravvisa molto meglio lo spessore profetico.

Eppure, è proprio nel 1968 che una scienza tradizionalmente avulsa e anzi contrapposta alla storia, l’etnologia, finisce per subirne il fascino e per piegarsi alle sue urgenze. Nasce così in Italia una disciplina militante del folklore e dell’etnologia che, incarnando dopo lo iato di un ventennio la scomunica demartiniana contro l’etnologia naturalista, si rende organica alle esigenze non più prescindibili della riscossa epocale e del riscatto sociale dei ceti e anche dei popoli che essa studia. Per l’etnologia del nostro paese – si chiamava ancora così, in bilico tra una etnografia in via di pensionamento e una antropologia culturale ancora semisconosciuta quale prodotto d’importazione – più che di uno scossone, si trattò di un vero e proprio atto di rifondazione integrale, per una disciplina nuova, ormai del tutto distante e autonoma sia rispetto alla tradizione coloniale sia all’umanesimo esoterico d’alto bordo che avevano fino a quel momento presidiato la scena.

Ecco quindi manifestarsi, proprio intorno al 1968, le esperienze distanti eppure sottilmente collegate dal classico fil rouge del folk revival, della ricerca sul campo, della nascita di insegnamenti universitari e di musei etnografici di impianto totalmente nuovo: i musei della civiltà contadina. Non ultimo, tra questi, il Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina, il cui atto di nascita originale fa data appunto al 5 novembre 1968.

Ripercorrere oggi, a quarant’anni giusti di distanza, gli eventi e le idee di quella stagione, è certamente rivelatore, da parte della professione demoetnoantropologica, di una inveterata ed inguaribile attitudine antistorica. Nulla, infatti, può essere più anacronistico, nella temperie di oggi, di una rievocazione pur ragionata e adeguatamente pacata, del ’68 e delle sue urgenze.

Pure, per celebrare degnamente il quarantennale di un Museo importante, che coincide esattamente con quello del Maggio francese, di Valle Giulia e di tanti altri eventi, riteniamo l’appello a una riflessione generale su un anno che “come un rasoio, ha separato il passato dal presente”, visto e vissuto dal punto di vista degli etnologi, tutt’altro che anodino.

VENERDÌ 7 NOVEMBRE 2008
Aula Magna dell’Istituto Agrario di San Michele all’Adige – Fondazione Mach

Ore 17
SM Annali di San Michele 21/2008
Mascherate invernali e leggende popolari alpine nel Palazzo del Conte di Luna
A cura di Luca Faoro, Giovanni Kezich, Antonella Mott e Cesare Poppi

Ore 18
Il ’68 degli etnologi. Presentazione dello SPEA

Ore 19
“Revoluziun” di Urs Frei (Svizzera 2007, 42′). Film (in collaborazione con TrentoFilmFestival)
Presenta Claudia Marchesoni, Associazione “Gente di Montagna”, Bergamo

SABATO 8 NOVEMBRE 2008

Ore 9
Il ’68 degli etnologi a Trento

Giovanni Kezich, MUCGT
Šebesta sessantottino per forza

Emanuela Renzetti, Università di Trento
Tullio Tentori: il bisogno antropologico dal centro alla periferia

Paolo Sibilla, Università di Torino
Carlo Tullio Altan: un percorso di pensiero

Gian Paolo Gri, Università di Udine
I giovani di Tullio Altan e il Sessantotto di seconda mano. Nelle periferie.

Maurizio Agamennone, Università di Firenze
Echi sessantottardi nella didattica di Diego Carpitella

Paolo Palmeri, Università di Roma
10 antropologi per ogni guerrigliero

Giuliana Sellan, Università di Verona
Antropologia a Trento nel 1968

Vincenzo Padiglione, Università di Roma

Promesse, delusioni e compimenti

Ore 14.30
Il ’68 degli etnologi a Trento, fuori da Trento

Francesco Faeta, Università di Messina
Un’antropologia senza antropologi? Declinazioni della tradizione disciplinare italiana.

Cesare Bermani, Istituto Ernesto De Martino, Sesto Fiorentino e Società di Mutuo Soccorso Ernesto De Martino, Venezia
Il lungo ’68

Emilia De Simoni, MNATP
Il ’68 negli archivi del Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari

Massimo Libardi, Alessandro Fontanari, Giulio Bazzanella, Patrizia Burdi
La vita era altrove? Derive antropologiche in un liceo classico intorno al 1968

Cesare Poppi, Tambre d’Alpago
Dall’Antropologia all’Altropologia: considerazioni di un sessantottato

Erika Grasso, Università di Torino
Dar voce al popolo, «zappata dopo zappata» Il “Gruppo Spontaneo” di Magliano Alfieri (1968-2008)

LECTIO MAGISTRALIS
Gaetano Forni, Museo Lombardo di Storia dell’Agricoltura
Deruralizzazione, transculturazione, musealizzazione. Il significato antropologico del ’68 italiano

Ore 18.30
PREMIO INTERNAZIONALE DI ETNOGRAFIA ALPINA «MICHELANGELO MARIANI»
VII EDIZIONE
Cerimonia di consegna a GAETANO FORNI

Gaetano Forni