Eurorama 11. L’Europa dei popoli nei festival del film etnografico

Trento, 30 aprile e 1 maggio 2017

Eurorama. L’Europa dei popoli nei festival del cinema etnografico”, sezione del Trento Film Festival a cura del Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina giunta quest’anno all’XI edizione, presenta 13 documentari etnografici ambientati in 11 diversi paesi. La formula consueta è quella che propone al Trento Film Festival film selezionati e in molti casi premiati presso i maggiori festival europei del settore antropo-visuale, suddivisi in due differenti giornate tematiche.

La prima giornata, domenica 30 aprile, affronta i temi della documentazione e del racconto del ricco e poliedrico patrimonio immateriale che troviamo in Europa, con il contemporaneo trasformarsi di molte tradizioni: il linguaggio non verbale dei pastori, le tecniche di pesca nel Mediterraneo, la musica e il canto di tradizione orale, la transumanza del bestiame lungo antiche rotte e i riti di fertilità di origine pagana…
La seconda giornata, lunedì 1 maggio, è dedicata al tema delle migrazioni, con le difficoltà di profughi e richiedenti asilo che, in fuga da altri continenti, raggiungono per mare le sponde europee in cerca di un rifugio. Alcuni film ci introdurranno invece con occhi di donna e attraverso vicende intense negli universi culturali dell’Africa e del vicino Medio Oriente.

PROGRAMMA:

Domenica 30 aprile 2017
Cinema Multisala Modena (viale S. Francesco d’Assisi, 6 – Trento)

EURORAMA 11.1
Tradizioni e riti in divenire

15.15
ETNOFILM ROVINJ 2016 (Rovigno, Croazia)
Ehoa, di Vladimir Perović, Montenegro, 22′
(Special Mention of the Jury)
Un pastore non comunica solo con le persone, ma anche con il suo gregge: lo fa producendo suoni che, se per l’orecchio umano sono una cacofonia incomprensibile, per capre e pecore sono un linguaggio vero e proprio.

DAYS OF ETHNOGRAPHIC CINEMA 2016 (Mosca, Russia)
Swamp Dialogues, di Ildikó Zonga Plájás, Olanda, 2015, 53′
Il Delta del Danubio in Romania, “l’ultima riserva d’Europa”, è tra i siti UNESCO del Patrimonio Mondiale dell’Umanità. Se si fanno grandi sforzi per proteggere la biodiversità, la situazione delle comunità locali è in gran parte trascurata. I sociologi sostengono che la grande palude possa influenzare negativamente sulla vita degli abitanti del villaggio. Ma è giusto dar la colpa alla natura?

17.15
WORLD FILM TARTU 2016 (Tartu, Estonia)
Fishermen’s conversations, di Chiara Bove Makiedo, Inghilterra, Italia, Croazia, 2014, 68′
Il film presenta una ricerca sul Mediterraneo, ed è l’ode che una giovane donna dedica a suo nonno: il ritratto di un gruppo di uomini che si battono per preservare la pesca tradizionale nel contesto mutevole della vita moderna.

19.15
APRICOT TREE ETHNOGRAPHIC FILM FESTIVAL 2016
(Yerevan, Armenia)
Radici, di Felice Fornabaio, Italia, 2016, 24′
(Special Prize by the Union of the Cinematographer of Armenia)
Una festa popolare nell’Europa rurale, dove ancestrali riti arborei e pagani entrano in simbiosi con la religione cattolica. Ogni anno a Pentecoste, nel villaggio di Accettura, in Basilicata, una quercia ed un agrifoglio, chiamati rispettivamente Maggio e Cima, rappresentano il principio maschile e quello femminile della natura: abbattuti in due diverse foreste, vengono trasportati in paese.

ETNOFILM ČADCA 2016 (Čadca, Slovacchia)
Voci del Sacro, di Renato Morelli, Italia, 2016, 45′
(Grand Prix – The Golden Turon)
A Cuglieri, Sardegna centro-occidentale, le cerimonie religiose della Settimana Santa sono accompagnate da su cuncordu (il coro), formato da quattro cantori che eseguono il Miserere e lo Stabat Mater in lingua latina. Sono canti di grande complessità e di straordinario interesse musicologico, che si sono conservati fino ad oggi per tradizione orale. Il film mette a confronto due generazioni di cantori, mentre sono impegnati nelle tre giornate più intense e significative del rito.

21.15
JEAN ROUCH FESTIVAL 2016 (Parigi, Francia)
The Fighters of the Holy Hair, di Florian Vallée, Belgio, 2015, 27′
(Prix du patrimoine culturel immateriel – Intangible cultural heritage prize)
La misteriosa battaglia di Mons si svolge fin dal Medioevo. In una piccola città del Belgio, ogni anno, la gente del posto si trasforma in una folla selvaggia e chiassosa. Una volta che i combattenti mettono i piedi sul campo di battaglia, faranno di tutto per strappare qualche pelo dalla coda di un drago che, secondo una leggenda, porterà loro fortuna.

GÖTTINGEN INTERNATIONAL ETHNOGRAPHIC FILM FESTIVAL 2016 (Göttingen, Germania)
Daughters of Anatolia, di Halé Sofia Schatz, Turchia, 2015, 56′
Il film segue una famiglia di pastori nomadi che viaggia con le sue 350 capre lungo le antiche rotte migratorie, alternando gli inverni sul Mediterraneo alle estati sui monti Tauri. La regista documenta uno stile di vita che affonda le sue radici in tradizioni risalenti al XII secolo e affronta oggi le sfide di un mondo sempre più urbanizzato.

 

Lunedì 1 maggio 2017
Sala Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto (via Garibaldi 33, Trento)

10.00
CARNIVAL KING OF EUROPE
Film etnografici 2016 – 2017
A cura del Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina, appuntamento con i nuovi film sulle mascherate nel contesto europeo.
Intervengono Giovanni Kezich, Antonella Mott e Michele Trentini

 

Lunedì 1 maggio 2017
Cinema Multisala Modena (viale S. Francesco d’Assisi, 6 – Trento)

EURORAMA 11.2
Storie di donne e di migranti

15.15
DAYS OF ETHNOGRAPHIC FILM 2017 (Lubiana, Slovenia)
Hotel Spendid, di Mauro Bucci, Italia, 2016, 90′
Hotel Splendid è un ritratto, tanto intimo che collettivo, della vita di una comunità di migranti africani che alloggiano in un albergo per richiedenti asilo a Cesenatico. Il film documenta le esperienze quotidiane presso una struttura che funge da rifugio, intrecciando due differenti storie: il dramma del viaggio intrapreso dai migranti per raggiungere l’Europa, con violenze e abusi, e l’itinerario che i richiedenti asilo devono seguire, fino a quando le procedure di valutazione non saranno state espletate.

17.15
ETHNOCINECA 2016
(Vienna, Austria)
Bintou, di Simone Catharina Gaul, Germania, 2015, 64′
(Excellence in Visual Anthropology Award)
Bintou è una giovane sarta del Burkina Faso, che sogna una carriera in Europa. Ama condurre uno stile di vita moderno. Improvvisamente la sua vita è stravolta perché deve nuovamente assumersi la responsabilità per la propria figlia, che vive in un istituto per bambini. Bintou è il ritratto di una donna giovane e forte, alla ricerca di un suo posto tra la cultura tradizionale e quella moderna, tra la maternità e la carriera.

BEELD VOR BEELD 2016 (Amsterdam, Olanda)
The Island of All Together, di Philip Brink e Marieke van der Velden, Olanda, 2016, 23′
Ogni estate molti turisti europei si recano in vacanza nell’isola greca di Lesbo. Lo scorso anno migliaia di rifugiati hanno attraversato il mare dalla Turchia e sono arrivati sull’isola in cerca di un rifugio sicuro in seno all’Unione europea. I registi hanno chiesto a turisti e rifugiati di conversare assieme affrontando diversi temi.

19.15   
RAI INTERNATIONAL FESTIVAL OF ETHNOGRAPHIC FILM 2015 (Bristol, Inghilterra)
Sepideh: Reaching for the stars, di Berit Madsen, Danimarca, 2013, 90′
(Basil Wright Film Prize)
La sedicenne Sepideh ha un sogno: studiare astronomia e diventare astronauta. I suoi modelli sono Albert Einstein e la sua eroina, l’astronauta Anousheh Ansari, la prima iraniana nello spazio. Sognare le dà speranza e la fa sentire in contatto con suo padre, ma in Iran, alle ragazze non è consentito anche solo uscire la sera.

21.15
INTERNATIONAL FESTIVAL OF ETHNOLOGICAL FILM 2016 (Belgrado, Serbia)
(Grand Prix „Dragoslav Antonijević“)
District zero, di Pablo Iraburu, Jorge Fernandez Mayoral, Pablo Tosco, Spagna, 2015, 67’
Cosa si nasconde dentro lo smartphone di un rifugiato? Contiene indizi, ricordi, identità e contatti legati al mondo da cui si è fuggiti. Questo film racconta la quotidianità di un piccolo negozio di cellulari, in uno dei più grandi campi di rifugiati al mondo.

NORDIC ANTHROPOLOGICAL FILM ASSOCIATION FESTIVAL 2016 (Bergen, Norvegia)
Women in sink, di Iris Zaki, Inghilterra, Israele, 2015, 36’
In un piccolo salone da parrucchiera di Haifa, in Israele, la regista ha installato una telecamera proprio sopra al lavandino. Mentre lava i capelli alle clienti, discute con loro su vari argomenti, come la politica e l’amore. Queste conversazioni forniscono un’immagine accurata e sincera della società contemporanea in Israele.