Il contributo del Museo per la mostra “Anna, la madre di Maria”

Trento, 1 ottobre 2021

All’interno della mostra “Anna, la madre di Maria. Culto e iconografia nel Tirolo storico” allestita al Museo Diocesano Tridentino è esposto anche un quadro ad olio del 1757, proveniente da Rumo, raffigurante Sant’Anna Matterza,  che fa parte della ricca collezione di ex voto del Museo degli Usi e costumi della Gente Trentina.
Nel quadro sant’Anna viene rappresentata come un’anziana in atto protettivo e confidenziale, circondata dai suoi affetti: Maria e Gesù Bambino (Metterza significa che è terza, dietro la Madonna e il Bambino). Il suo ruolo di educatrice della Madonna è sottolineato dall’atto dell’insegnamento della lettura e della scrittura.
L’ex voto si inserisce nella prima delle tre sezioni tre sezioni principali della mostra, che ruota attorno a tre tipologie iconografiche particolarmente curiose e significative: l’iconografia nota come Anna Metterza, la Sacra Parentela e l’Educazione di Maria o Anna insegna a leggere a Maria. La seconda sezione è interamente dedicata alla devozione per Sant’Anna nel principato vescovile di Trento, mentre nella terza e ultima parte dell’esposizione le opere esposte segnano le tappe delle trasformazioni subite dalla figura di Anna tra XVI e XVIII secolo.

Il catalogo della mostra si arricchisce inoltre di un interessante contributo di Luca Faoro, conservatore del Museo, che inquadra la devozione per Sant’Anna in ambito locale: “Una santa sottotraccia. Il culto della madre di Maria in Trentino“. Il culto di Sant’Anna si afferma principalmente nel corso dell’età moderna e trova espressione nell’erezione di edifici modesti, in una condizione di marginalità nel tessuto insediativo e d’inferiorità nell’ordinamento ecclesiastico; inoltre, la molteplicità dei patronati non consente di identificare un’unica committenza: i luoghi di culto sorgono per iniziativa di minatori e contadini di lingua tedesca, di famiglie nobili, in ma anche corrispondenza di un cimitero o in connessione con la  pratica della fienagione; nel corso dell’Ottocento infine anche in Trentino si diffondono libelli e immaginette sacre che fanno di Sant’Anna la campionessa del rispetto delle gerarchie tradizionali e della sottomissione della donna all’uomo nell’ambito della famiglia, dell’istruzione confessionale in opposizione all’istruzione laica, del matrimonio religioso in opposizione al matrimonio civile.

L’esposizione, curata da Alessandra Galizzi Kroegel e Stefanie Paulmichl, è visitabile dal 2 ottobre fino al 10 dicembre e nasce da un progetto di ricerca dell’Università di Trento, che intende illustrare l’evoluzione del culto e dell’iconografia di Sant’Anna fra il XV e il XVIII secolo, concentrandosi sul territorio che oggi va dall’Austria meridionale al Trentino.

Maggiori dettagli sulla mostra a questo link https://www.museodiocesanotridentino.it/pagine/trento-mostre