Nasce nel sistema museale trentino il “polo dell’etnografia”

Trento, 12 gennaio 2017

Un emendamento di giunta alla riforma del settore cultura apre alla costituzione del quarto polo museale trentino, quello “dell’etnografia”.
Nel presentare alla Quinta commissione, lo scorso 12 gennaio, il disegno di legge n. 16 che si occupa del riordino della legge sulla cultura del 2007, l’Assessore alla cultura, cooperazione, sport e protezione civile Tiziano Mellarini ha annunciato ufficialmente la costituzione di quattro poli museali: il polo delle scienze con il Muse, il Museo geologico delle Dolomiti e il Museo delle palafitte; il polo della contemporaneità, con il Mart, la Galleria Civica e Casa Depero; il polo della storia con il Museo storico, Casa Degasperi e il Castello del Buonconsiglio con la rete dei castelli; e un quarto polo che sarà quello dell’etnografia, con il Museo di San Michele e le numerose realtà, circa un centinaio, attivamente coinvolte nella museografia e nella didattica delle tradizioni popolari del Trentino, e che già si riconoscono nel progetto di Etnografia trentina in rete, che fa capo al Museo stesso.

Il Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina accoglie con soddisfazione questa apertura, nella prospettiva di uno specifico evidenziarsi del contesto culturale delle tradizioni popolari, della loro eredità immateriale diffusa, del loro studio e della loro conservazione e messa in valore: un settore sul quale il Trentino vanta già alcuni interessanti primati in campo nazionale – quali l’istituzione ormai storica dello stesso Museo di San Michele, che si avvia a celebrare nel 2018 il primo mezzo secolo di attività – e la fitta rete delle realtà etnografiche decentrate che vi afferisce, e che non ha eguali, per numeri, densità e interesse specifico nelle province limitrofe o altrove in Italia. Primati peraltro ben riconosciuti da quanti, nel Trentino, in Italia e non solo, apprezzano e sostengono il lavoro del nostro Museo, avendone difeso anche in questo specifico frangente la specificità, la robusta tradizione di lavoro etnografico e l’autonomia scientifica. Il “polo dell’etnografia”, si osserva, potrà essere la casa comune di quanti, nel Trentino, amano, studiano e lavorano sulle tradizioni popolari del territorio.