PRESENTAZIONE PROGETTI FINANZIATI DALLA FONDAZIONE CARITRO

Trento. 11 giugno 2007
Ore 11.00, Sala conferenze della Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto, via Calepina 1 – Trento

2041_3_NewsProgetti promossi dal Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina

– APTO Archivio provinciale della tradizione orale: messa in rete del database etnomusicologico

Attraverso questo progetto sul sito del Museo, sarà possibile la consultazione diretta in rete del patrimonio etnomusicologico accumulatosi presso l’Archivio Provinciale della Tradizione Orale (APTO). Nell’archivio sono raccolte le ricerche di musica tradizionale svoltesi nel Trentino dal 1954 ai giorni nostri. Con la messa in rete dei file audio, sarà possibile a tutti i soggetti interessati – scuole, conservatori di musica, università, cori e bande, associazioni musicali, eccetera – consultare un gigantesco “jukebox” caricato con i contenuti del repertorio etnofonico popolare. Una nuova scheda rende intuitiva la consultazione dei documenti e garantisce un’adeguata catalogazione descrittiva e analitica del materiale presente. Il 29 settembre 2007, in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio, è prevista la presentazione pubblica della nuova estensione del sito.

– La fucina dell’etnografo. L’archivio etnografico di Giuseppe Šebesta

Il progetto si propone l’archiviazione su supporto digitale del prezioso schedario personale lasciato al Museo da Giuseppe Šebesta, vero e proprio unicum di ricerca e di lavoro forte di più di 10.000 schede cartacee. L’impianto dello schedario privato di Šebesta è infatti originalissimo: comprende testi, fotografie, disegni, rimandi bibliografici, osservazioni sintetiche, simbolizzazioni e altro ancora; qualora lasciato nell’ordine originario di consultazione, contiene il piano di lavoro per una generazione di ricercatori nei diversi campi dell’etnografia, dell’iconografia storica e della storia della tecnologia. Così, una scheda di database particolarmente versatile renderà visibili tanto le interconnessioni suggerite dal Maestro quanto altre nuove e imprevedibili, all’interno di strategie di consultazione diversificate.

– Archivi di pietra. Indagine etnoarcheologica sulle scritte dei pastori fiemmesi nel gruppo Latemar-Cornon

Si tratta di una ricerca sui temi della pastorizia ovicaprina e del grafitismo pastorale nella val di Fiemme. Le cosiddette “scritte dei pastori”, realizzate con un pigmento di ematite ferrosa detta “bòl” o “bòl de bèsa” lungo l’arco di circa due secoli (1700-1900), che si ritrovano con singolare densità in una ampia corona di siti sulle pareti dell’impervio massiccio del Latemar – Cornon, mancano a tutt’oggi di una analisi puntuale da un punto di vista propriamente etnoarcheologico. Lo scavo archeologico e l’indagine etnografica permetteranno di meglio comprendere il significato più profondo delle scritte, in sede di analisi del grafitismo popolare e pastorale, e nel contempo di fornire un’adeguata comprensione di questi siti straordinari, nella loro singolare monumentalità, all’interno del contesto culturale legato alla pastorizia ovicaprina in val di Fiemme.


– SPEA 365 Seminario permanente di etnografia alpina “Quaggiù sulle montagne… ”

A Torino, nell’ambito di Alpi 365 presso il Centro congressi del Lingotto, si terrà la prossima edizione del Seminario Permanente di Etnografia Alpina. A distanza di oltre trent’anni dal Convegno di Milano del 1973 “Le Alpi e l’Europa”, lo SPEA 365 ha l’ambizione di ridefinire il quadro complessivo entro cui collocare una visione d’insieme fondata su una comprensione ad un tempo unitaria e articolata, sul piano territoriale e disciplinare, delle Alpi al presente, rintracciando in esso i segni e i lasciti del loro passato. Questo alla luce dei molti studi che nel frattempo hanno offerto nuovi elementi di conoscenza del “sistema alpino” e proposto nuove interpretazioni sulla sua natura e sulle sue relazioni con l’Europa. In buona sintonia con gli intenti programmatici di Alpi 365, il rinnovato “salone della montagna” che si tiene tradizionalmente al Lingotto, SPEA 365 si annuncia come uno SPEA in trasferta torinese, nella prospettiva di un sempre maggiore legame tra il settore orientale e quello occidentale della catena alpina ma anche come un vero e proprio upgrade e, dopo 16 anni di lavoro continuo, una specie di laurea honoris causa.