Un salotto culturale sul rapporto tra uomo, orso e altri animali

Trento, 26 agosto 2020

Mercoledì 26 agosto alle ore 20.30 alla Bookique di Trento, Giovanni Kezich prende parte al salotto culturale “Uomo, orso e altri animali”: l’immagine millenaria dell’uomo accanto all’orso, coinquilini dello stesso bosco, diventa quasi sempre un opporsi di forze, come se l’assenza di un linguaggio comune si risolvesse in antagonismo. In questa visione, al Re del bosco si contrappone il cane, che affianca l’uomo in una relazione simbiotica. Che relazione c’è fra le due creature e com’è (s)bilanciata dalla figura umana? In una visione antropocentrica dei viventi, in cui affidiamo agli animali le caratteristiche umane che tendiamo a spingere al di fuori di noi stessi (l’astuzia della volpe, la ferocia della tigre…), che aspetti dell’Uomo rappresentano l’orso e il cane? Come si riflette nella realtà? Cosa porta le rappresentazioni di uomini di potere (eroi e santi) ad essere affiancati dall’una e dall’altra figura, che a volte si scambiano caratteristiche comportamentali?
Queste sono le domande che animano il dibattito della serata, che si inserisce nella serie di eventi dell’iniziativa “Chi ha paura dell’Orso?“.

Ospiti oltre al direttore del Museo, Giovanni Kezich:
Elena Guella – vicepresidente SAT, esperta di grandi carnivori
Stefano Margheri – cinofilo, “Uomo con cane che va nel bosco”
Alessandro De Guelmi – veterinario, “Catture degli orsi – un animale individualista”
Claudio Groff – coordinatore Settore Grandi Carnivori Provincia Autonoma di Trento (Servizio Foreste e Fauna)
Moderatore: Gigi Zoppello, vice caporedattore giornale L’Adige. Giornalista, poeta e camminatore

Ingresso gratuito fino ad esaurimento posti.
L’evento si svolge nel rispetto delle norme anti-covid attualmente vigenti.

Chi ha paura dell’Orso?” è un progetto di ricerca artistica nato dall’interpretazione di un frammento dell’Oneghin di Puškin. Per metterlo in scena, la compagnia teatrale Notte dell’Orso esplora il rapporto Uomo-Orso, che nell’immaginario diventa simbolo dell’elemento ignoto, fulcro e motore di un complesso percorso interiore.

Gli altri appuntamenti nella locandina dell’iniziativa.