SFILA IL CARRO DEL MUSEO DEGLI USI E COSTUMI AL GRAN CARNEVALE ALPINO DI SAN MICHELE ALL’ADIGE: “C’ERA UNA VOLTA IL MUSEO DI SAN MICHELE”

San Michele all’Adige, 3 febbraio 2013 e Trento, 9 febbraio 2013
Domenica 3 febbraio 2013, 5° classificato
Prossimo appuntamento Trento, 9 febbraio 2013, ore 14:30
3710_3_NewsUna visione romantica del Museo, rappresentato con il pronao di un tempio greco a quattro colonne doriche, sul tipo ideale del Partenone o del British Museum… Sul pianale del carro c’è un’orchestrina che suona (due violini, due chitarre, un clarinetto e una fisarmonica: è “La Vecchia Mitraglia”) e alcuni personaggi classici della tradizione carnevalesca trentina ed europea: il Matòcio e l’Arlechino di Valfloriana, lo Sposo (una lei) e la Sposa (un lui), il Vecchio e la Vecchia, un Orso vero con il suo domatore… e c’è pure, in trasferta da Bologna, il Dottor Balanzone…

Ma attenzione: le colonne del Museo hanno delle crepe vistose, è evidente che sta per crollare. Alcuni cartelli rimandano alla congiuntura presente, alla CRISI che, come recita uno di essi, NON È UGUALE PER TUTTI.

Eppure, sull’orlo di un disastro dato per imminente… ma forse non troppo, la musica continua, l’orchestrina suona all’impazzata, gli sposi ballano, Balanzone distribuisce vino e mortadella… È la vita che continua, è il mondo di carnevale, è – in effetti – il mondo stesso.
È anche l’emblema di un Museo, il nostro, che continua a lavorare e a mietere importanti successi in faccia alle crescenti avversità di una congiuntura sempre più sfavorevole… E così si può guardare al passato, e al futuro del Museo, ai tanti e tanti anni di lavoro che si sono investiti in questo luogo, che di anni ne ha ormai 45. Con una punta di malinconia, viene fatto di dire:

“C’era una volta il Museo di San Michele…”

Se Noè nella pancia di quell’arca
ebbe salva ogni sorta d’animale
a San Michele il nostro patriarca
mise in salvo un bel po’ di materiale
e chi oggi il porton del Museo varca
vede la vita agrosilvopastorale
le cose dei pastori e contadini
e gli antichi ricordi dei trentini

Mugnai e battilana e segantini
magnani parolòti e calderai
boscaioli coi cogni e coi zapini
col tornio marangoni e poi frustai
maniscalchi e fabbri e spizoclinii
carradori, tessadri ed i bottai…
e finito il lavoro manuale
bande, costumi folk e carnevale!

Ma oggi tutto questo a nulla vale
perché a nessuno glie ne importa niente
di quella vita austera e un po’ frugale
della comunità autosufficiente
e ben’altri progetti or metton l’ale
con i denari del contribuente:
presto potremo dir, destin crudele
“c’era una volta il Museo di San Michele!”