Kezich vince il Premio nazionale “Ribalte di Fantasia” 2017

San Bartolomeo in Bosco, 13 maggio 2018

Il Museo della Civiltà Contadina di San Bartolomeo in Bosco (Ferrara) fin dal 1988 è la piccola capitale per un giorno del mondo dei burattini e dei pupi animati, grazie all’arrivo di artisti provenienti da tutta Italia, a cui viene consegnato il Premio nazionale “Ribalte di Fantasia”, ideato da Otello Sarzi e da Giorgio Vezzani per segnalare i burattinai italiani che maggiormente si sono distinti per valore artistico nello spettacolo tradizionale e, soprattutto, nelle esperienze innovative.

Il Premio, promosso dal Comune di Ferrara, dal MAF – Centro di Documentazione del Mondo Agricolo Ferrarese, e dalla rivista di tradizioni popolari “Il Cantastorie”, con il patrocinio della Regione Emilia-Romagna, è giunto alla 31a edizione, avendo registrato il record assoluto delle opere presentate, oltre una trentina. Ribalte di Fantasia 2017 ha visto vincitori nella categoria “Alla eccelsa continuità artistica”: la Compagnia Il dottor Bostik di Torino, Elio Elis Ferracini e Dario Jakob Alvisi di Varese; nella categoria “Alla eccelsa ecletticità artistica”: Maurizio Corniani di Mantova, La Bottega Teatrale di Vercelli, Mauro Pagan di Genova, Maurizio Gioco di Verona; nella categoria “All’Arte, fra tradizione e innovazione”: Vittorio Zanella di Bologna, Compagnia Le Calzebraghe (La Spezia/Catania), Margherita Cennamo di Bologna, Giovanni Kezich di San Michele all’Adige.

Oggetto del Premio il copione di Kezich Sogno di una Notte di Mezzo Maggio, riduzione in poesia (5 atti per complessive 314 strofe tra quartine e ottave) del Sogno di una notte di mezza estate di Shakespeare, realizzata nello stile del maggio drammatico tosco-emiliano, e dunque predisposta per una rappresentazione cantata all’aperto, e accompagnata da una semplice orchestrina di violino, chitarra e fisarmonica. Come è noto, il maggio drammatico è una forma di teatro popolare che ancora alligna in alcuni paesi dell’Appennino tosco-emiliano, nelle province di Reggio Emilia, Modena e Lucca. Nelle domeniche pomeriggio d’estate, a scadenze fisse, le compagnie di attori dilettanti si recano a “cantare il maggio” in radure del bosco attrezzate con qualche elementare scenografia, e uno o due giri di panche per il pubblico. I temi possono essere cavallereschi, leggendari, di storia locale ovvero, come in questo caso, tratti da Shakespeare e da altri classici. Kezich ha appreso la tecnica di composizione del maggio frequentando per alcuni anni la Compagnia maggistica Val Dolo di Villa Minozzo (RE) alla scuola del violinista Ezio Chesi, recentemente scomparso. Il testo di Kezich è peraltro ancora inedito, e in attesa di una sua prima rappresentazione.