I “cinquanta anni, più uno” del Museo al convegno sui musei DEA

San Marino di Bentivoglio (BO), 22 giugno 2019

Giovanni Kezich partecipa sabato 22 giugno al convegno “MUSEI DEA: PRATICHE E METODOLOGIE. Giornata di studi dedicata alla memoria di Carlo Poni”, che si tiene dalle 10 alle 18 presso l’Istituzione Villa Smeraldi – Museo della Civiltà Contadina di San Marino di Bentivoglio (BO).
Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina: cinquanta anni, più uno” è il titolo dell’intervento di Kezich che si annuncia così: “membro di diritto dell’ormai smembrata confraternita perisessantottesca dei “musei della civiltà contadina” o “musei della cultura materiale”, e subito insignito delle importanti prerogative istituzionali della nascente Provincia autonoma di Trento, il Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina, fondato (1968) da un apolide oriundo boemo, Giuseppe Šebesta, ha perseguito per un cinquantennio la propria missione nei quattro settori caratteristici della conservazione, dell’ostensione museale, della didattica e della ricerca, ivi inclusa una certa mole di attività editoriale e di promozione a tutto campo, e a un monitoraggio costante delle iniziative etnomuseografiche del territorio”. L’intervento, in coincidenza con la presentazione di un volume illustrato ricapitolativo di mezzo secolo di vita del Museo, cerca di mettere in luce i principi ispiratori e i momenti salienti del lavoro svolto, nel contesto dei perché fondanti e dei metodi propri della museografia etnografica.

Il convegno parte dal ricordo del prof. Carlo Poni, cofondatore del Museo della Civiltà Contadina di San Marino di Bentivoglio, per arrivare ad analizzare, attraverso una riflessione critica e approfondita sulla sua ricerca e sulla sua esperienza scientifica e culturale, il fondamentale ruolo che ha avuto, assieme ai suoi allievi e collaboratori, nella realizzazione del Museo.
Il convegno vuole anche essere un momento di confronto sul tema della museologia, della comunicazione delle collezioni e della capacità di coinvolgimento dei musei demoetnoantropologici, la cui sfida non è solo quella di offrire percorsi semplici, possibilmente accattivanti, basati su elementi concreti espositivi, adatti alle età dei visitatori, ma è quella soprattutto di interrogarsi sulla scelta di valori – cognitivi, affettivi e sociali – che caratterizzano il percorso e sulla qualità della comunicazione che si vuole ottenere. Approfondendone la storia, le pratiche ancora valide, le nuove opportunità e le criticità da affrontare, interverranno esperti e direttori di musei etnografici per un momento di confronto sulle attuali pratiche didattiche e comunicative nel tentativo di delinearne gli sviluppi futuri.

Programma completo del convegno