Menadàs, zattieri, barcari, 30 maggio – 5 luglio 2009

Menadàs, zattieri, barcariMENADÀS, ZATTIERI, BARCARI
30 maggio – 5 luglio 2009

Torrenti e fiumi di piccole e medie dimensioni, serrati da stretti argini, spezzati da lunghe serie di briglie, interrotti da imponenti sbarramenti idroelettrici e inariditi dalle esigenze dell’irrigazione, appartengono ormai all’esperienza di un’esigua minoranza di pescatori e sportivi: alla parte maggiore delle persone assicurano talora il suggestivo fondale della scampagnata estiva e un motivo di apprensione da cui allontanare i bambini.
Nei secoli scorsi, al contrario, mentre pesanti carri trainati da buoi arrancavano lungo piste sconnesse e tortuose, i torrenti e i fiumi offrivano ottime vie di comunicazione e di trasporto: imbarcazioni di diversa forma e dimensione, cariche di merci e persone, discendevano e risalivano i corsi d’acqua, portate dalla corrente, spinte dai remi o trainate da uomini e animali.
La mostra Menadàs, Zattieri, Barcari – Trifter, Flößer, Schiffslait, allestita dal 30 maggio al 5 luglio 2009 presso il Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina con la collaborazione dell’Associazione Porto Fluviale di Bolzano, rievoca gli intensi traffici che si svolgevano lungo il corso dell’Adige e dei principali affluenti.
La prima parte del percorso è dedicata alle imbarcazioni protagoniste del trasporto fluviale, in particolare le zattere, la cui costruzione richiedeva la piena padronanza di tecniche sofisticate, affinate nel corso dei secoli ed erano impiegate per il trasporto tanto di legname, quanto di merci stivate in botti, casse, balle e non di rado di persone; e naturalmente i burchi, le burchielle, le barche di Pescantina, le rascone: imbarcazioni la cui chiglia piatta assicurava il basso pescaggio necessario per navigare un fiume soggetto a non trascurabili variazioni di portata e che montavano un albero armato di una vela quadra o di una vela latina, al fine di alleviare la fatica degli uomini e degli animali che, aggiogati, lentamente percorrevano le alzaie.
Nella seconda parte del percorso, il visitatore discende idealmente l’Adige, da Terlano a Verona, toccando i numerosi approdi situati lungo il corso del fiume: Bronzolo, porto fluviale di Bolzano, sede di importanti fiere frequentate da mercanti provenienti dell’Italia, dalla Germania e dall’Austria, Egna, situata in posizione strategica lungo l’antica via che univa Venezia ad Augsburg e ai centri mercantili della Germania, San Michele all’Adige, Trento, città provvista di due approdi, uno presso la torre Verde, ai piedi dei bastioni del castello e uno presso il ponte di San Lorenzo, dominato dall’imponente mole di Torre Vanga, e infine Sacco, sede di un’associazione di zattieri che, nel corso del XVI secolo, si era assicurata il controllo del trasporto fluviale da Bronzolo a Verona.
Numerosi documenti originali, tra cui tre pergamene del XII secolo e un atto emanato dalla cancelleria dell’imperatore Leopoldo I nel 1675 conservati presso l’Archivio di Stato di Trento, e notevoli reperti, tra cui la medievale piroga di Monticolo e il traghetto di Cornaiano, accompagnano un apparato iconografico e didascalico arricchito dalle riproduzioni delle tavole della cartografia catastale austriaca della metà del XIX secolo, conservate presso il Servizio catasto della Provincia di Trento, relative ai tratti maggiormente significativi del corso dell’Adige.